Serie A 2018/19: promossi e bocciati (parte 4)

Tutte le sorprese, le conferme e le delusioni che hanno caratterizzato l'ultima stagione calcistica

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Juventus v Atalanta BC - Serie A

NAPOLI: Nella cosiddetta stagione di transizione, agli Azzurri non è andata poi così male: secondo posto in campionato con i pronostici a sfavore (confermandosi, di fatto, l'unica possibile anti-Juve in ottica futura). Forse ci si poteva aspettare qualcosina in più in Coppa Italia (eliminazione cocente ai quarti per mano del Milan a San Siro) e dalle coppe europee in generale, viste la sfortunata eliminazione ai gironi di Champions a causa della differenza reti e la debacle ai quarti di Europa League contro un Arsenal abbordabile. Il problema accusato maggiormente dalla squadra di Ancelotti è stato sicuramente la cortezza della panchina, cosa che si è accentuata in maniera evidente soprattutto dopo le partenze a gennaio di Hamsik e Rog che hanno depauperato il centrocampo (sostituti non ne sono arrivati durante il mercato di riparazione), ma il tecnico di Reggiolo ha saputo sfruttare ogni singolo elemento della rosa, recuperando giocatori che parevano relegati ai margini del progetto come Younes e Maksimovic e favorendo l'esplosione di talenti cristallini come Fabian Ruiz, Zielinski e Meret, oltre a certificare il ritorno in pompa magna di Arek Milik. Le dolenti note sono arrivate da giocatori che non ti aspetti come Lorenzo Insigne e Faouzi Ghoulam, perni insostituibili nell'era Sarri, mentre Hysaj, Verdi e Mario Rui hanno dimostrato di non essere semplicemente all'altezza della situazione. La prossima stagione potrà essere plasmato il vero Napoli a immagine e somiglianza di Ancelotti, però questa volta De Laurentiis non potrà sfuggire al dovuto esborso. Voto 7.

PARMA: Dopo un calvario durato 4 lunghi anni, il Parma torna in Serie A e riesce pure a rimanerci (l'unica delle tre neopromosse dalla B a riuscirci), conquistando la permanenza nella categoria con una giornata d'anticipo. Inutile sottolineare il capolavoro compiuto dal tecnico dei Ducali Roberto D'Aversa, che ha saputo coadiuvare una serie di nomi importanti come Bruno Alves, Inglese, Gervinho, Kucka, Gobbi e Gagliolo con giocatori tutt'altro che abituati a determinati palcoscenici. Non sarà stata una squadra bella da vedere, ma in quanto a praticità il Parma ha dimostrato di non essere secondo a nessuno. Buono l'impatto anche di giocatori molto giovani come Di Marco, Bastoni e Sierraltamentre Sepe ha saputo sfruttare al meglio la chance concessagli dopo anni di tribune e panchine in quel di Napoli. Se è mancato qualcosa, sono state le alternative: giocatori come Ceravolo, Biabiany, Machin e Sprocati raramente si sono dimostrati all'altezza della situazione. In vista della prossima stagione, servirà qualcosa di più del compitino per tentare il salto di qualità tanto agognato da piazza e proprietà. Voto 6,5.

ROMA: Un ridimensionamento dalle parti di Trigoria era preventivato, visto un mercato caratterizzato da cessioni pesanti e arrivi poco altisonanti, ma così drastico era quasi impensabile. Dopo 5 anni consecutivi conclusi sul podio, la Roma sarà costretta a ripartire dai preliminari di Europa League (TAS permettendo) e dovrà ulteriormente riconsiderare l'assetto futuro della squadra. Di Francesco prima e Ranieri poi non sono riusciti a traghettare i Giallorossi in zona-Champions, ma è anche vero che hanno avuto a che fare con i rendimenti di alcuni calciatori ben al di sotto degli standard previsti come Olsen, N'Zonzi, Dzeko, Florenzi, Pastore e Fazio per citarne alcuni. Sorprendenti, invece, le prestazioni di Mirante e dell'enfant prodige Nicolò Zaniolo, mentre si è rivelato vincente lo spostamento di Lorenzo Pellegrini da mezzala a trequartista. Rimandati Under e Kluivert, ancora acerbi, anche se hanno fatto intravedere cose importanti. I dissidi interni venuti a galla dopo l'inchiesta di La Repubblica (parzialmente confermati dal presidente Pallotta) hanno mostrato un ambiente fin troppo nervoso e problematico, cosa che renderà la ricostruzione in vista della prossima stagione più complicata del previsto, con un De Rossi e un Monchi in meno. Voto 5.     

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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