Serie A 2018/19: promossi e bocciati (parte 2)

Tutte le sorprese, le conferme e le delusioni che hanno caratterizzato l'ultima stagione calcistica

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Juventus v Atalanta BC - Serie A

FIORENTINA: Difficile capire cosa sia andato storto nella stagione della Viola. La  squadra a disposizione di Pioli prima e Montella poi era giovane e di talento, con ampi margini di crescita e attrezzata per centrare il posto in Europa, ma qualcosa non deve essere funzionato, visto che da quel maledetto Spal-Fiorentina datato 17 febbraio i gigliati non sono stati più capaci di vincere una partita nei successivi 14 turni. Fino all'ultima giornata aveva pure fatto capolino lo spettro della retrocessione, scacciato con il salvifico pari casalingo con il Genoa, ma ciò non ha salvato la stagione fallimentare dei gigliati. Le cocenti delusioni arrivano da giocatori come Giovanni Simeone, Gerson e Pjaca, mentre sono stati letteralmente abbandonati a loro stessi i positivi Veretout, Chiesa, Milenkovic, Pezzella e Muriel. Sarà tutto da rifare in vista dell'anno prossimo, resta solo da capire con quali giocatori e con quale assetto societario, vista l'intenzione dei Della Valle di defilarsi. Voto 4.

FROSINONE: Due stagioni in A e zero salvezze all'attivo. Un ruolino di marcia tutt'altro che invidiabile quello del Frosinone nella massima serie, ritornato tra i cadetti dopo una sola stagione, esattamente come successo nel 2015/16, solo che in questa occasione è andata pure peggio: 25 punti in classifica e sentenza arrivata a 4 giornate dal termine, con all'attivo un solo successo casalingo (il 3-2 al Parma a tempo scaduto). Sicuramente nella stagione negativa dei canarini ha influito il fallimentare mercato estivo, dove molti dei volti nuovi hanno deluso (Campbell, Vloet, Molinaro e Hallfredsson tra tutti), mentre le certezze sono arrivate dal portiere Sportiello, dai bomber Ciofani e Ciano e dal giovane scuola-Inter Pinamonti. Nemmeno l'arrivo di Baroni in panchina al posto di Longo è riuscito a smuovere la situazione, segnale di un esito già annunciato. Voto 4.

GENOA: Altra stagione da buttare per il Grifone, che mai come quest'anno era stato vicino al ritorno in Serie B. Per una settimana il Genoa era lì, in zona retrocessione, ad una giornata dalla fine, a rimuginare sul rigore sbagliato da Sanabria contro la Roma. Poi la dea bendata e il calendario c'hanno messo del loro e il Genoa, anche l'anno prossimo, ripartirà dalla massima serie grazie al vantaggio negli scontri diretti con l'Empoli (6 punti benedetti quelli). Il tifo genoano ha ormai perso la pazienza nei confronti del patron Preziosi, reo delle opere di restyling a stagione in corso che in più di un'occasione hanno indebolito la squadra (vedi cessione di Piątek a gennaio) e di aver esonerato Ballardini quando la squadra veleggiava a ridosso della zona Europa League. Nonostante un'annata così caotica, ci sono state comunque delle note liete: il portiere Radu (grande stagione al suo debutto in A), il difensore argentino Cristian Romero (promesso sposo della Juve), l'attaccante ivoriano Kouame (da migliorare il suo feeling con il gol) e l'intramontabile capitano Mimmo Criscito. Per il resto, meglio soprassedere. Voto 4,5.

INTER: Una stagione indecifrabile quella dei Nerazzurri. Partiti come l'anti-Juve, i nostri si sono ritrovati a lottare fino all'ultimo minuto dell'ultima partita per un posto nella prossima Champions League, chiudendo la stagione al quarto posto con 1 punto di vantaggio sui cugini rossoneri del Milan grazie ai miracoli di Handanovic. Molto hanno influito il caso Icardi (che ha letteralmente spaccato lo spogliatoio) e i guai fisici di Vrsaljko e Nainggolan, i quali hanno stravolto le strategie di Spalletti e complicato di parecchio la seconda parte di stagione dell'Inter. Segnali positivi sono arrivati dalla difesa, con le conferme di Skriniar e D'Ambrosio e gli ottimi innesti di De Vrij e Asamoah, mentre in attacco si aspetta la definitiva consacrazione di Lautaro Martinez. L'anno prossimo si ripartirà da Antonio Conte in panchina e dalla fuoriuscita dal settlement agreement, ma di certo non da Icardi in attacco, scaricato dall'ambiente nerazzurro. Voto 6.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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