Serie A 2018/19: promossi e bocciati (parte 1)

Tutte le sorprese, le conferme e le delusioni che hanno caratterizzato l'ultima stagione calcistica

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Juventus v Atalanta BC - Serie A

La Serie A 2018/19 ha chiuso i battenti emettendo gli ultimi verdetti per quanto riguardava la caccia al posto in Europa e la permanenza nella massima serie. Ecco di seguito il bollettino delle venti partecipanti:

ATALANTA: La favola di questa stagione l'ha scritta la Dea. Dopo una partenza a rilento a causa di un'inaspettata quanto immeritata eliminazione ai preliminari di Europa League e un inizio di campionato sulla parte destra della classifica, la squadra di Gasperini ha iniziato ad inanellare una serie di risultati positivi che l'hanno portata addirittura al terzo posto finale, ovvero, Champions League. Il tecnico di Grugliasco ha firmato un vero e proprio capolavoro di gioco e organizzazione, rigenerando un giocatore bello ma incompiuto come Ilicic, consacrando un giocatore dal talento inespresso come D. Zapata e lanciando un elemento che pareva destinato ad altri lidi come Djimsiti, vera e propria sorpresa dei bergamaschi. Soffermarsi su altri protagonisti come el Papu Gomez, Castagne, Hateboer e De Roon può diventare ripetitivo. Voto 10.

BOLOGNA: Prima parte di stagione sotto la gestione di Filippo Inzaghi da censura, con la squadra in zona retrocessione e un gioco che latitava dalle parti del Dall'Ara,  poi arriva il tracollo casalingo con il Frosinone e al tecnico piacentino viene mostrato il ben servito. Da qui la stagione dei rossoblu cambia radicalmente: in tolda di comando arriva Sinisa Mihajlovic, squadra rivoltata come un calzino, San Siro sbancato grazie a Santander, rimonta con salvezza agguantata con una giornata d'anticipo e stagione conclusa al decimo posto. Dal dramma al sogno è un attimo e i protagonisti di questa cavalcata entusiasmante sono essenzialmente tre: Erick Pulgar (letale con i suoi calci da fermo), Riccardo Orsolini (gol pesanti e giocate sopraffine) e il sempreverde Rodrigo Palacio (leader e trascinatore). Voto 7.

CAGLIARI: Non c'è molto da dire sulla stagione dei sardi. Partenza in sordina, fase centrale della stagione in torpore e finale in quasi crescendo conclusasi con la salvezza agguantata a due turni dalla fine. La squadra di Maran è stata pragmatica, anche se ha peccato di continuità nei risultati, affidandosi totalmente al talento di Barella, alle parate di Cragno, all'esperienza di Srna e Cigarini e ai gol del "pavoloso" Pavoletti. Sorprendente l'impatto di Luca Pellegrini a stagione in corso: presosi il posto da titolare in difesa a sinistra, ha mostrato grandi capacità nella corsa e nel cross. Si aspetta il salto di qualità in vista della prossima stagione. Voto 6.

 CHIEVO: Il caso plusvalenze, la relativa penalizzazione di 3 punti, mercato raffazzonato, 2 sole vittorie in tutto il campionato e retrocessione inevitabile. Si può riassumere così il disastro dei "mussi volanti", costretti a tornare in B dopo 10 anni e a ripartire in estate senza il capitano Sergio Pellissier, che ha appena appeso le scarpe al chiodo. D'Anna prima e Di Carlo poi non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa e, essenzialmente, sono mancati i gol degli attaccanti: troppo poco hanno combinato Stepinski e Meggiorini per consentire al Chievo di mantenere la categoria. Per ritornare protagonisti nella massima serie servirà ben altro. Voto 4.

EMPOLI: Avvio di stagione disastroso (6 punti in 11 partite) e difficoltà nel fare punti negli scontri diretti. Ecco che cosa non è andato nella stagione dei toscani, i quali hanno deliziato le platee con un gioco organizzato e sopraffino (soprattutto sotto la gestione di Andreazzoli), ma hanno pagato caro la loro ingenuità e la mancanza di incisività nei momenti importanti. Molti dicono che la retrocessione a 38 punti sia stata sancita dal salvataggio sulla traversa di D'Ambrosio nel recupero di Inter-Empoli, ma in realtà la sentenza era arrivata dopo le sconfitte con Bologna, Udinese e Spal ad aprile. Krunic, Di Lorenzo, Traore, Dragowski e Rasmussen proseguiranno il loro percorso di crescita altrove, ma Caputo potrebbe rimanere per la pronta risalita. Voto 5.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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