Sempre meno goal nel calcio: colpa di noi italiani? L’analisi

Etichettati come catenacciari, noi italiani pensiamo maggiormente a non subire goal, ma anche il tiki-taka spagnolo è un approccio difensivo. Scopriamo perché

di Giulio Zampini
Giulio Zampini
(37 articoli pubblicati)
1° episodio: sempre meno goal nel calcio

Definizione di catenacciaro: "Nel gergo del calcio, lo si dice di chi pratica un gioco difensivo esasperato".

Se un tempo il calcio era uno sport puramente offensivo, oggi si basa sulla simmetria tra la necessità di segnare e quella di non subire goal. C’è più equilibrio tra attacco e difesa. Con il tempo si è scoperto che il requisito indispensabile per vincere nel calcio è evitare gli errori e punire l’avversario che ne commette.

TENDENZA PREOCCUPANTE. Se la Opta, società che raccoglie e analizza i dati sulle partite, fosse esistita nel 1920, è probabile che nel corso di una partita avrebbe registrato centinaia di tocchi di palla degli attaccanti ma pochissimi dei difensori. Un secolo dopo, difensori e centrocampisti vedono il pallone molto più spesso rispetto alle punte. Una tendenza preoccupante, poiché se la fase difensiva diventa sempre più importante a scapito di quella offensiva, ad un certo punto il goal, già minacciato di estinzione, potrebbe davvero morire.

LIVELLAMENTO DELLE SQUADRE. Oggi si vince con meno goal di scarto. L’inasprirsi della concorrenza ha reso i goal un evento raro. Con il livellamento del numero totale dei goal e il calo costante della differenza reti, l’industria calcio ha offerto questo ai suoi clienti: partite tirate, con pochi goal e mozzafiato, in cui il rischio di un cappotto è ridotto al minimo.

DI CHI E' LA COLPA? Gli allenatori che si inventano il catenaccio, la marcatura a zona, il libero e quant’altro: tutto per impedire ai virtuosi di sfoggiare il proprio talento. Persino il tiki-taka perfezionato dal Barcellona e adottato dalla Spagna è, a suo modo, un approccio spiccatamente difensivo, poiché il suo obbiettivo è di ridurre al minimo il possesso palla all’avversario. E’ per via di questi schemi – fuorigioco, marcatura a zona, triangoli – che la pianta dei goal è un po’ avvizzita. Tattiche e strategie più complesse tagliano i rifornimenti agli attaccanti.

Lo dimostra anche una rapida occhiata all’evoluzione degli schieramenti nel corso degli anni. C’è stato un tempo in cui su undici giocatori sette attaccavano, due stazionavano a centrocampo e uno fisso in difesa. In breve tempo questa formazione si trasformò nel WM con l’arretramento di due attaccanti, dopodiché vennero il 4-2-4 dell’Ungheria e del Brasile, il 4-4-2 tanto amato dagli allenatori inglesi, e oggi la tendenza è quella di usare un solo centravanti. Il Barcellona e la Spagna, a volte, ne fanno persino a meno, da quando hanno cominciato a utilizzare il cosiddetto “falso nueve”.

Fonte: l'autore Giulio Zampini

DI' LA TUA

2
2 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

  1. PiotrPiotr - 3 mesi

    Il pressing è un’azione difensiva, in quanto senza palla. Più alto viene portato più si tenta di ripartire alti ma il tiki taka è il possesso, non il pressing

    1. GiulioZampo - 3 mesi

      Certo, ma il tiki-taka è il mantenere costantemente il pallone, e se la palla la tieni te io non posso segnare

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.