“Scusi chi ha fatto palo?”: quanto ci costa quel pugno…

Chi ci dirà il risultato della partita senza pagare?

di Mino Deiaco
Mino Deiaco
(48 articoli pubblicati)
Inside Turkeys Vestel City Mega Factory

Scusi chi ha fatto palo? Una frase rimasta celebre nel cinema fantozziano così come il pugno sferrato sul volto dello stesso di Fantozzi a quella mitica domanda.

Quel pugno che ha fatto ridere tanti appassionati di quel genere di film, in cui Fantozzi rappresentava il popolo medio italiano, grande appassionato di calcio. Un popolo, quello italiano, che si fermava davanti agli schermi, unito, a guardare una partita di calcio. Era anche l'occasione per aggregare famiglie, dal nonno al nipote, dallo zio al cugino, dal vicino di casa all'amico di strada. Tutti uniti a tifare la propria squadra davanti allo schermo. 

In quel film Fantozzi venne costretto a interrompere quel rito, ma il richiamo era troppo forte, tanto da fagli rompere la finestra di una casa e fargli esclamare: chi ha fatto palo? 

Il pugno che ricevette non gli fece male, perché la passione per il calcio era viva in lui e in tutti, si era disposti a tutto per seguire una partita, piccolo particolare; era tutto gratis.

Recentemente l'assegnazione dei diritti tv di Serie A ha riacceso il dibattito sul calcio. Da una parte c'è il ruolo dei grandi magnati che gestiscono le tv a pagamento e che rappresentano per le società una grossa voce riguardante il bilancio. Dall'altra ci siamo noi tifosi, appassionati, che vorremmo seguire le partite, conservando parte di quei riti di una volta e senza svenarci economicamente.

Indietro non si torna. Ormai le società hanno bisogno sempre più delle televisioni. Funziona così in tutta Europa. In Italia non dobbiamo adeguarci altrimenti il nostro calcio rischierebbe di scomparire o il gap con gli altri campionati aumenterebbe. 

Ma bisogna stare attenti. Il tifoso,soprattutto in italia merita rispetto.

Perché per il tifoso italiano il calcio non è solo uno sport da seguire, anche a pagamento, in tv. Il calcio per lui è passione, rito, un appuntamento settimanale a cui non si può rinunciare, un pò come il pranzo domenicale in famiglia. Tutto questo non dovrebbe avere un costo o dovrebbe essere sostenibile per tutti senza scombinare le abitudini consolidate nel tempo. 

Il rischio che si corre è quello di far disinnamorare tutti.  Le grandi tv non falliranno mai, il calcio invece deve stare attento. Il pugno che sta dando ai tifosi fa più male da quello ricevuto dal mitico ragionier Ugo.

Fonte: l'autore Mino Deiaco

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