Sarri bocciato al primo esame d’inglese. L’amico Guardiola trionfa

Il Manchester City vince il Community Shield grazie alla doppietta di Aguero contro un deludente Chelsea ancora alla ricerca di una sua precisa identità

di Antonio Salvati
Antonio Salvati
(34 articoli pubblicati)
Sergio Aguero

Che Sarri avrebbe dovuto masticare pane duro in Inghilterra si sapeva. Che la prima fetta l'avrebbe offerta proprio il suo amico-collega Guardiola, in una caldo pomeriggio di Agosto a Wembley, altrettanto. Pertanto, niente di inaspettato nel Community Shield 2018, trofeo vinto dal Manchester City, in modo meritato e altrettanto comodo, per 2:0.

La prima delusione inglese per Sarri era nell'aria. Troppo poco il tempo per poter imprimere una precisa identità di gioco al Chelsea ed incidere in maniera sostanziale; troppe le assenze (ma anche il City ne aveva) per poter impensierire la macchina macina-gioco di Guardiola; troppo il divario tecnico che è intercorso tra i protagonisti scesi in campo. Basti pensare alla differenza di spessore tra i due centravanti, Sarri obbligato a puntare su Morata, Guardiola che, invece, poteva permettersi il lusso di tenere Gabriel Jesus in panchina, potendo puntare su Aguero che, di fatto, ha deciso la partita con una gran doppietta. Gol di sinistro nel primo tempo, di destro nel secondo, dimostrando (se ce fosse stato bisogno) che i disastri mondiali dell'Argentina non dipendevano propriamente da lui, forse uno dei pochi a salvarsi dal disastro di Russia.

Partita a senso unico, con il City padrone del campo per quasi tutta la partita. Mai, il Chelsea ha dato l'idea di poter dar fastidio ai campioni d'Inghilterra. Certo, a Sarri non poteva toccare avversario peggiore per il suo battesimo nella terra di Albione, soprattutto con una squadra largamente incompleta. Il gioco latita e della fluidità di gioco, degli automatismi oleati e perfetti, dei movimenti a memoria di Napoli non ce n'è traccia. Jorginho non può, in meno di un mese, prendere in mano la squadra guidandola secondo i suoi tempi di gioco. Ma è normalissimo, per una squadra che ha appena cambiato guida tecnica, andare incontro a certe difficoltà, così come non sarà così immediato per i giocatori del Chelsea seguire l'ossessiva cura del dettaglio e la continua ricerca di migliorie degli schemi di Sarri.

Il quesito è: a Londra sapranno aspettarlo? A Napoli l'inizio non è stato semplice ma al tecnico napoletano è stato dato tempo necessario e sufficiente per poter mettere in pratica le sue idee, con qualche accorgimento qua e là, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma Londra è forse ancora più impaziente di Napoli e a Stamford Bridge c'è voglia di riscatto dopo una stagione deludente (anche se una FA Cup non si butta mai). Resta comunque la perplessità su un mercato gestito in maniera strana, nel quale il Chelsea ha creato tanto fumo ma poco arrosto. Jorginho a parte, non è arrivato nessun nome di grido, il calciomercato inglese terminerà questa settimana e ci sono ancora i delicati nodi Hazard-Courtois da sciogliere: perdere i due gioielli senza eventuali rimpiazzi all'altezza metterebbero Sarri in una condizione di svantaggio difficilmente colmabile nell'arco della stagione.

La campagna acquisti del Chelsea è stata segnata dall'immobilismo ancora oggi imperante. I nomi caldeggiati dal mister, da Higuain a Rugani, da Caldara ad Alisson sono tutti sfumati e questo non è un segnale positivo ed il rischio di arrivare alla prima di campionato con una rosa incompleta è assai concreto. Ma Sarri è abituato a fare miracoli con il materiale umano che gli mettono a disposizione, a patto, appunto, che gli si dia tempo per dare compattezza ed identità a questa squadra presa in mano meno di un mese fa. Già la prossima settimana, sperano ci potranno essere migliorie in tal senso: l'Huddersfield, prossimo avversario in Premier, non è il City, ma il bello del campionato inglese sta nella quantità smodata di insidie disseminate lungo il percorso e nella qualità molto alta non solo delle pretendenti al titolo, ma anche delle squadre di fascia media. D'altra parte, è il campionato più bello, più ricco e più affascinante del mondo, e Sarri imparerà ad apprezzarlo, forse anche a sue spese.

Nel frattempo, in bocca al lupo Mister. Buona fortuna.

 

Fonte: l'autore Antonio Salvati

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