Russia 2018, il Mondiale è già storia

Ogni Mondiale è una lunga storia intessuta di imprese, lacrime, balli, incontri. Ha vinto la Francia, appena ieri, ma la testa è già piena di ricordi ...

di Mario Cardone
Mario Cardone
(7 articoli pubblicati)
Kalinka

Quando Berg entra nella stessa area di Neuer e la sua Svezia ha concluso soltanto sei passaggi in dieci minuti, ci accorgiamo che abbiamo insegnato più di qualcosa a qualcuno e che questo qualcuno, nell'apprendere, ha esagerato, non solo perché ci ha escluso dalla festa, ma perché ha 'ridotto' una discussione tattica lunga vent'anni ad un metodo che ti fa bestemmiare per novanta minuti, finché un campione non s'inventa un tiro all'incrocio dei pali (e nella fattispecie Toni Kroos).

Nel 2018 si giocano i Mondiali dove Dostoevskij scrisse e Tolstoj annotò, tra le mille pagine dei suoi 'racconti', che 'la libertà non può essere postulata, piuttosto è un sentimento'.

Nei più remoti angoli del pianeta s'incontrano gli uomini. Dagli androni di Montevideo, una pazza idea passa per la testa di qualcuno 'E se si vincesse..' e per le strade di Panama uno scherzo innocente: 'Pensa, se si segnasse almeno un gol...'.

Le partite cominciano alle due del pomeriggio, certe volte. Cinesi, sudati come contabili in uno scantinato, reggono il papello di scommesse vidimate dall'agenzia. In Nigeria nascondono le maglie di Messi per un'ora, contraccambia il fuoriclasse, facendo capolino per l'unica volta nella competizione e che basti, agli appassionati della Terra.

Il rigagnolo di sostenitori s'ingrossa, piano piano diventa un fiume che parla tutte le lingue del Pianeta e si poggia sul letto delle donne più belle del mondo. Due gocce di pianto le versa anche Neymar: ripaga i suoi strozzini con una vittoria sul Costa Rica, normale se non fosse che tutti nel frattempo gli urlavano: “ridacci indietro tutto, ti abbiamo fatto re”.

Son si vede militare, quando la palla entra in rete ma la Corea non si qualifica - Porco Giuda! - mentre Beiranvand scaglia il cuoio come un sasso a settanta metri con le mani, para un rigore a Ronaldo e se ne torna a casa, con la consapevolezza di essere forte quanto pensava.

“Oh viburno rosso di casa mia!” - Vince la Francia, il Belgio, chi vince? E' l'anno della sorpresa? E quegli inglesi, altro che maestri! Avete visto che quando non vi guarda nessuno fate la vostra figura? Spagna in vacanza abbastanza presto: “Oh viburno rosso di casa mia!”.

Croazia, dai vinci, sotterra Deschamps!

Mbappe, sei Pelè? Dimmi la verità … Firma qui. No, di qua! Tu lo sai chi è Pavard?

Il bel calcio, dov'è? Non si sa, non c'è più. Io l'ho visto, in un bar, sotto i piedi di Hazard, di Pogba, in Perù.

Croazia, dai vinci, sotterra Deschamps.

Non va! Che distratto Lloris, ma ci sta… Marione, combatti, che sfiga: autogol.

Pintana non fischia, ma è mano! C'è il Var...

Croazia, dai vinci, sotterra Deschamps …

In testa ho Kalinka, in quel posto ci andrò. Mosca riposa, il Mondiale è finito, la vita, il bel calcio, ancora no.

Fonte: l'autore Mario Cardone

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