Russia 2018: il Mondiale delle stelle cadenti e dei nuovi astri

Il torneo russo ci mette di fronte al fallimento di nazionali quotate alla vigilia ma avanti con l'età media

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(11 articoli pubblicati)
France v Argentina Round of 16 - 2018 FI

In attesa di scoprire chi vincerà questo Mondiale di Russia 2018 ciò che è certo è che le sorprese non sono per nulla mancate. La domanda che sorge spontanea a chi scrive è chissà come il grande Sandro Ciotti avrebbe potuto rendere attuale il leggendario “clamoroso al cibali”. Il calcio dopotutto affascina e coinvolge così tante persone al mondo proprio per questo; perché a volte (anche se purtroppo con minor frequenza) esso sa creare emozioni di rara potenza; emozioni sospese tra il sogno dell'impossibile che diventa possibile.

E così ecco che l'attuale  Mondiale di calcio vede la Germania campione in carica sconfitta dalla Corea del Sud ed eliminata nella fase a gironi (per la terza edizione consecutiva la squadra campione esce di scena al primo turno). Spagna, Portogallo e Argentina fuori agli ottavi mentre il Brasile è stato eliminato dal Belgio ai quarti di finale. Senza dimenticare il fatto che anche altri campioni di prim'ordine come Lewandowski e Salah (solo per citarne alcuni) sono usciti di scena prematuramente senza lasciar segno alcuno nella loro personale campagna di Russia.

Sono molteplici le motivazioni che stanno all'origine di tutto ciò. Su tutte va ricordato che il calcio non è scienza esatta e per questo così permeata di sorprese e ribaltamenti delle gerarchie logiche. Questo non basta però per spiegare il flop di così tante nazionali imbottite di stelle e non è nemmeno tesi sufficiente quella di additare alcuni campioni solo come presunti tali.

Andando nello specifico si potrebbe dire che Messi quando gioca in nazionale non è lo stesso del Barcellona e forse sente troppo sulle proprie spalle il peso di un popolo intero, che Cristiano Ronaldo predica troppo spesso da solo nel deserto portoghese (nonostante la vittoria ad EURO 2016) che il gioco spagnolo è diventato negli anni troppo lento e prevedibile, che Neymar non sia finora un leader carismatico e che in fin dei conti il calcio è un gioco di squadra e che il singolo (per quanto grande) da solo non è sufficiente per arrivare fino in fondo. Sono tutte indicazioni valide un ulteriore approfondimento sulle squadre semifinaliste ci renderebbe impossibile non notare come queste squadre (oltre al talento) abbiano dalla loro parte la carta della beata gioventù con l'eccezione della Croazia (la quale non a caso dopo una partenza sprint ha faticato negli ottavi e nei quarti).

La stagione calcistica è ormai lunghissima con sempre più partite da disputare; la conseguenza più evidente è che i calciatori fisiologicamente risentano dei maggiori sforzi a loro richiesti e visto che il Mondiale arriva al termine della stagione ecco che l'elemento freschezza atletica giochi un ruolo cruciale.

E' sufficiente ricordare l'età di alcuni calciatori arrivati con la loro nazionale tra le magnifiche 4: si va dai 27 anni di Griezmann ed
Hazard ai 20 da compiere di Mbappe passando per i 25 anni dei vari Pogba, Lukaku, Umtiti, Kane, Lingard senza dimenticare i ventiduenni Dele Alli, Loftus – Cheek volendone citare solo alcuni. Va esposto altresì che l'età media di squadre come Francia, Belgio ed Inghilterra sia notevolmente più bassa rispetto alle grandi favorite della vigilia quali Argentina, Germania, Spagna ecc.

Detto questo alla carta d'identità va ovviamente associata una buona e determinante dose di talento reso ancor più evidente dalla sfrontatezza delle nuove leve. In conclusione si potrebbe dire che questo Mondiale sia in piena sintonia con la ricorrenza dei cinquant'anni trascorsi dal 1968 e con tutto ciò che quella stagione ha rappresentato. In primis la scoperta della gioventù come parte attiva e protagonista della società. Ricordando quindi e riadattando un poco per l'occasione una delle frasi più celebri del 1968 verrebbe da dire che per questo Mondiale non ci sia stato da fidarsi (salvo alcune eccezioni) di nessuno che abbia più di 30 anni.

France v Argentina Round of 16 - 2018 FI
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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