Roma-Milan 0-2: Diavolo cinico, Lupa ferita

La corsa del Milan di Gattuso continua, la Roma non riesce a ritrovare se stessa

di Primiano Papa
Primiano Papa
(6 articoli pubblicati)
AS Roma v AC Milan - Serie A

Il tour de force del Milan comincia dallo stadio Olimpico di Roma, dove contro i giallorossi gli uomini di Gattuso aprono un filotto di partite che si completerà con Lazio (Coppa Italia), Inter e Arsenal (Europa League, andata 8 marzo, ritorno il 15). La Roma continua con la corsa al terzo posto e affronta un avversario in salute: questa partita e la prossima in trasferta a Napoli saranno crocevia importanti per il prosieguo della stagione.

Dopo la ripresa da incubo di Kharkiv Di Francesco rimaneggia la formazione titolare e manda in panchina Florenzi, De Rossi e Dzeko; in campo ci sono Bruno Peres sulla fascia destra e Schick a guidare l’attacco, con il turco Under osservato speciale nel duello a distanza con Chalhanoglu. Gattuso parte con i titolarissimi, recupera Calabria e lancia ancora Cutrone al centro del tridente offensivo. L’inizio della Roma sembra fare strada ad una reazione concreta dopo la sbandata in terra ucraina, il Milan nei primi minuti pare non avere il piglio giusto ma i lampi di Under e Schick non creano troppe ansie (il tiro del primo è deviato in angolo da Donnarumma, il piatto al volo del numero 14 nonostante la segnalazione di fuorigioco trova ancora una volta la buona opposizione dell’estremo difensore rossonero). Dall’altra parte gli uomini di Gattuso pungono poco, e nonostante propongano sempre un palleggio di qualità i giallorossi riescono a soffocare bene le folate di Suso e il dinamismo di Bonaventura. Il primo tempo sfuma così tra qualche errore di troppo in fase di impostazione da ambo le parti e poche emozioni degne di nota.

La musica cambia però subito ad inizio ripresa: sono passati meno di 5 minuti e Kessie è bravo a buttarsi nello spazio creato dal movimento di Cutrone, il giovane rossonero beneficia della sponda dell’ivoriano e serve Suso libero sulla destra. Da qui il copione è qualcosa di già visto, con lo spagnolo che mette in area la sua classica palla tagliata e Cutrone prontissimo con un tacco quasi involontario a bruciare un Manolas incerto in marcatura; è 1-0. Di Francesco nel post partita mostrerà rammarico per come è arrivato questo gol, proprio perché nato da una situazione che la Roma aveva studiato in settimana per poterla limitare il più possibile (come successo nel primo tempo). I giallorossi, feriti dal golden boy rossonero, tentano una reazione più d’orgoglio che di testa ma Perotti non riesce ad incidere e Schick è ben controllato dal duo Bonucci-Romagnoli: nemmeno l’ingresso di Dzeko per un Nainggolan evanescente e quello di Defrel per Under cambiano le carte in tavola, anzi. Il 4-2-4 tentato da Di Francesco per riaprire la partita si rivela un’arma a doppio taglio, la Roma non riesce a ridurre le distanze tra i reparti e il Milan ne approfitta al 29esimo: Kalinic (subentrato a Cutrone) dialoga con Calabria sugli sviluppi di una rimessa laterale, il terzino rossonero è bravo ad infilarsi nella retroguardia giallorossa e a tu per tu con Allison conclude con un delizioso tocco sotto.

È delirio Milan, la squadra corre a festeggiare sotto lo spicchio di tifosi ospiti, la Roma paga ancora una volta una disattenzione che le fa scappare la partita dalle mani (Bruno Peres nella circostanza sbaglia il posizionamento mantenendo Calabria in gioco). Nel finale il Milan rischia addirittura di dilagare ma sciupa due occasioni con Calhanoglu e Borini, la Roma invece esce tra i fischi dello stadio Olimpico a fine match. Gli uomini di Gattuso continuano nel loro filotto di partite senza sconfitte (12 risultati utili consecutivi in tutte le competizioni) e ora guardano con fiducia alla semifinale di ritorno di coppa Italia contro una Lazio ritrovata e al derby di Domenica, il gruppo di Di Francesco invece sembra ormai ad un punto di non ritorno: la Roma ha il dovere di ritrovarsi soprattutto a livello mentale per non dilapidare quanto di buono fatto nel girone di andata e rischiare di guardare la prossima Champions League da spettatrice.

Fonte: l'autore Primiano Papa

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