Roma: la cacciata di Monchi è il fallimento di un progetto

Dopo Di Francesco lascia anche il ds spagnolo. La promessa di riportare i tifosi al Circo Massimo a festeggiare un titolo naufraga miseramente

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(102 articoli pubblicati)
Spal v AS Roma - Serie A

Era atterrato a Roma con l'etichetta di uno dei migliori direttori sportivi al mondo, accolto al suo arrivo manco fosse Lionel Messi. Se ne va dalla capitale due anni dopo, avendo totalmente fallito la sua missione. Un rapporto con la piazza mai decollato, la durissima contestazione con alcuni tifosi prima della partenza da Oporto ed infine la decisione di Pallotta di rescindere consensualmente il contratto, il giorno dopo la cacciata di Di Francesco.

Il modello Siviglia, esportato a Roma, non ha avuto gli effetti sperati. Tantissimi erano stati i colpi di mercato messi a segno durante la sua esperienza andalusa: Dani Alves, Rakitic, Kondogbia, Bacca, solo per citarne alcuni. Acquistati per poche lire e rivenduti a suon di milioni, realizzando plusvalenze quasi dal nulla, e consentendo al club spagnolo di conquistare tre Europa League consecutive. Le plusvalenze, almeno quelle, le ha realizzate anche alla Roma, ma grazie ai calciatori tesserati dal suo predecessore, Walter Sabatini. E proprio il confronto con il ds, oggi alla Sampdoria, fa capire meglio il fallimento di Monchi. Proviamo a fare un gioco. Mettiamo a confronto un ipotetico 11 titolare fatto con i giocatori acquistati dal ds perugino con quello fatto con i calciatori tesserati da Monchi. La Roma targata Sabatini scenderebbe in campo con: Alisson, Maicon, Benatia, Manolas; Ruediger; Strootman, Nainngolan, Pjanic,Lamela; Salah; Dzeko. Quella di Monchi, invece, risponderebbe così: Olsen, Kolarov, Hector Moreno, Marcano; Karsdorp; N'Zonzi, Cristante, Pastore;  Zaniolo, Schick, Under. Non credo servano  ulteriori commenti. Il confronto è già impietoso di per sé.

Tra i demeriti del ds spagnolo il fatto di aver dilapidato un capitale tecnico ed economico importante, investendo malamente le enormi plusvalenze realizzate. Dall'acquisto di Schick, che con i suoi 42 milioni è stato il più oneroso della storia giallorossa, a quello di Pastore, N'Zonzi, Karsdorp, pagati tantissimo e rilevatosi degli autentici flop o quasi. L'unico suo merito è quello di aver portato un talento purissimo come Zaniolo la scorsa estate, una meteora, in mezzo a innumerevoli operazioni di mercato sbagliate.

Nessuno, quindi, nella capitale, si ricorderà con piacere di Monchi, cui lo aspetta una nuova avventura professionale in Premier League, all'Arsenal dove ritroverà, tra l'altro, Emery, il tecnico dei suoi successi ai tempi del Siviglia. Ma questa deve essere una lezione anche per la proprietà americana, che preso atto del fallimento di questo progetto, cambi in modo radicale le sue politiche, cercando di costruire un progetto solido e a lungo termine, basandosi su un gruppo ben definito. E poi perché non riportare a Roma Walter Sabatini, autore di un grandissimo lavoro nei suoi anni passati nella capitale. In attesa del nuovo direttore sportivo, c'è un Francesco Totti che, dopo essere entrato in punta di piedi nello staff dirigenziale, e con un ruolo di basso profilo, sta diventando sempre più operativo. Chissà se magari, dopo averla guidata dal campo, l'ex capitano possa tornare protagonista anche da dirigente. Il tempo ci dirà.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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