Roma: il cuore oltre l’ostacolo

Con una partita tutto cuore la squadra giallorossa rimonta due volte l'Inter. Un pareggio che sa di svolta

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(45 articoli pubblicati)
AS Roma v FC Internazionale - Serie A

Forse Alexsandar Kolarov ha ragione, quando settimana scorsa nella conferenza stampa pre Real Madrid, dichiarava che i tifosi non capiscono nulla di calcio e che questa Roma arriverà tra le prime quattro in campionato. Sarà, ma di sicuro chi ogni domenica, allo stadio o davanti alla tv, segue con trepidante passione le partite, sa riconoscere quando una squadra mette in campo tutto quello che ha, lottando dal primo all'ultimo minuto. E cosi succede che la Roma esce dal campo tra assordanti fischi (nonostante la qualificazione al turno successivo) al termine della partita con gli spagnoli, e appena pochi giorni dopo, nonostante un inutile pareggio, si vede ricevere un caloroso e convinto applauso dai suoi tifosi. 

Alla vigilia della partita con l'Inter Eusebio Di Francesco infatti, auspicava di poter vedere la propria squadra giocare con il sangue negli occhi. Il tecnico abruzzese è stato letteralmente ascoltato dai suoi giocatori, e la Roma, finalmente, e nonostante una formazione priva di numerosi titolari, in un colpo solo, come per incanto, ha ritrovato gioco, carattere, e quella voglia di non mollare mai. Questo le ha consentito di rimontare, e addirittura due volte nella stessa partita, la squadra dell'ex , non troppo rimpianto, tecnico Luciano Spalletti. Un evento mai successo fino ad ora in questa stagione. Troppe volte abbiamo visto la Roma  buttarsi via, incapace di reagire alle prime avversità. Inoltre la prestazione di ieri sera dimostra come la squadra è tutta dalla parte del suo tecnico, allontanando le malelingue che vedevano  Di Francesco ormai come un sopportato all'interno dello spogliatoio di Trigoria.

Per una volta il risultato del match può essere messo, quindi, in secondo piano. Il pareggio con l'Inter sposta poco o niente. La classifica resta deficitaria, ma importante era ritrovare quel senso di appartenenza che ti fa mettere quel qualcosa in più, che ti fa essere più forte delle avversità e degli episodi sfortunati. Come quello del clamoroso rigore non assegnato a Zaniolo sullo 0-0, senza addirittura consultare neanche il Var. A proposito, l'ex interista, ancora una volta, è risultato essere il migliore in campo. Nonostante la giovanissima età si muove con la personalità di un veterano. Forse qualcuno dovrà rendere merito al ds Monchi, aspramente criticato in estate per aver venduto un icona del popolo romanista, Radja Nainngolan, facendo rientrare nell'affare, come contropartita tecnica, oltra a Santon anche il giovane Nicolò, arrivato a Roma da perfetto sconosciuto e l'etichetta di giovane talento. Pochi mesi sono bastati per far sì che oggi Zaniolo sia sempre più un punto fermo di questa squadra, e un patrimonio del calcio italiano, proprio mentre dall'altra parte, invece, il centrocampista belga arranca all'ombra della Madonnina. 

In attesa di recuperare tutti gli infortunati, ieri si sono rivisti Perotti e Pastore, Di Francesco può finalmente ritenersi soddisfatto per le risposte ricevute dai suoi, soprattutto dai calciatori che più sono stati criticati nel post partita con il Real. Come Under, prontamente riscattatosi dall'incredibile errore in Champions League. Il piccolo turco è stato autore del primo pareggio giallorosso con un gol da autentico fuoriclasse, una potente stoccata da fuori area che non ha lasciato scampo al portiere neroazzurro Handanovic. O come lo stesso Schick, autore di una buona partita, impreziosita dalla bellissima azione personale con assist finale, di tacco, per Florenzi che con un tiro a botta sicura colpirà poi il palo. L'attaccante ceco, però, deve imparare ad essere più presente in area di rigore, troppi i palloni vaganti e le respinte non sfruttate negli ultimi sedici metri.

Giocando con questa convinzione e intensità, la rimonta verso il quarto posto è possibile. Sabato a Cagliari, su un campo storicamente ostico per la Roma, potremo vedere se è stata vera gloria o se invece è stata solo una mera illusione.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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