Roma: dieci minuti di pura follia

Un incredibile finale a Cagliari. In 11 contro 9 i giallorossi subiscono il pareggio al 95'.

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(45 articoli pubblicati)
Cagliari v AS Roma - Serie A

La Roma ci ricasca. La confortante e incoraggiante prestazione con l'inter di Domenica scorsa, mera illusione. A Cagliari, il triste ritorno alla realtà. Ma stavolta la squadra giallorossa si supera, toccando il fondo di una stagione sino a qui mediocre. In vantaggio di due gol fino a dieci minuti dal termine, si fa rimontare in un rocambolesco finale, subendo addirittura il definitivo 2-2 in pieno recupero, in undici contro nove e in contropiede!!! Ancora Sau il giustiziere dei giallorossi, come due anni fa. Anche allora, Roma avanti 2-0, e il piccolo giocatore sardo che mette il sigillo finale sulla rimonta rossoblù. Ma è ovvio che questo pareggio ha un sapore nettamente più amaro.

Eppure per 70' minuti la squadra Di Francesco gioca un' ottima partita. Chiude il primo tempo in doppio vantaggio, grazie ai gol di Cristante e Kolarov, e nella ripresa appare in totale controllo, sfiorando in più di una occasione il gol dello 0-3, soprattutto con Zaniolo (anche oggi il migliore) a cui solo due prodigiosi interventi di Cragno negano la gioia della prima rete in serie A. Ma poi subentra il solito male oscuro di questa squadra. In evidente calo fisico, la Roma lascia campo al Cagliari, che sospinta dal proprio pubblico, la mette in "caciara", lanciando ripetutamente palloni nell'area romanista che creano più di qualche imbarazzo alla difesa di Di Francesco. In una di queste, su calcio d'angolo, gli isolani trovano il gol dell' 1-2. La squadra giallorossa perde completamente la testa, si fa intimorire dalla ancor più veemente spinta del pubblico di casa e arretra pericolosamente il suo baricentro a difesa degli ultimi sedici metri. E stavolta anche il suo tecnico perde la lucidità necessaria per gestire un convulso finale di partita. Questa squadra è incapace di gestire e difendere un risultato, e allora che senso ha effettuare tre cambi che vanno nella direzione opposta? Difficile trovare una logica nel vedere Pastore  fare il centravanti al posto di Schick. Il giocatore argentino, che in questo momento è impresentabile, viene fatto giocare in una posizione anonima. Forse la sua tecnica sarebbe stata più utile in mezzo al campo per cercare di gestire il possesso palla e far passare minuti preziosi. Ma anche gli altri due cambi sono di difficile interpretazione. Un terzino come Luca Pellegrini, rileva un attaccante, Kluivert; un difensore, Juan Jesus, prende il posto di un trequartista, Zaniolo. Il risultato è che saltano tutti i riferimenti, la Roma si ritrova con una difesa schierata a 5 e viene presa d'assedio dai padroni di casa.

Nonostante tutto, solo il più folle degli immaginari poteva prevedere un finale del genere. Nei cinque minuti di recupero si gioca praticamente forse per due. Uno si perde per l'espulsione del tecnico Maran e almeno altri due, dopo che  Olsen, rischiando  il setto nasale, salva la Roma dalla capitolazione  con un prodigioso e disperato intervento. L'entrata di Faragò sul portiere svedese causa l'espulsione di due giocatori del Cagliari, Srna e Ceppitelli, che probabilmente dicono qualche carineria di troppo all'arbitro Mazzoleni. Sembra la parola fine sulla partita, ma la Roma riesce a perdere malamente un pallone nella metà campo del Cagliari e a subire un incredibile contropiede, che porta Sau a presentarsi davanti ad Olsen e a batterlo con un preciso diagonale.

Più che di grossi deficit mentali e di mancanza di personalità i veri problemi di questa squadra sono la concentrazione, la forza di stare in partita dall'inizio alla fine e la capacità di leggere e capire i momenti.  Non si spiegherebbe altrimenti la differenza di prestazioni che c'è quando la Roma affronta sfide di alto livello e quando invece gioca partite contro avversari con poco "appeal". Ma per chi ambisce a diventare grande il salto sta proprio nell'affrontare ogni avversario con la stessa ferocia e determinazione. Forse a Roma non lo hanno ancora capito. Così la classifica è sempre più inguardabile e la zona Champions sempre più lontana.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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