Roma-Barcellona, notte di sogni e coppe dei campioni

La necessità di ribadire che nulla è impossibile, niente è scritto

di Roberto Leonardi
Roberto Leonardi
(35 articoli pubblicati)
Roma-Barcellona

L'entità degli avvenimenti si può misurare anche dal riflesso che diffondono sulle cose circostanti, e lo capisci bene dopo, quando tanti ne parlano,  ovunque, anche chi non segue il calcio. Tutti hanno la stessa percezione che è successo qualcosa al limite dell’incredibile, e tutti hanno un pizzico d’ottimismo in più, è quello che ti ricorda che nulla è impossibile, che niente è scritto. Grazie alla Gazza ho il biglietto, e io, Roberto,vado con due amici, Roberto e Roberto, 3 Roberti per tre gol.

Noi siamo pronti per questa serata, anzi, questa notte romana, che è diverso, qua il crepuscolo splende come i sogni negli occhi di certe ragazze, e questa è una notte di sogni e coppe di campioni.

Ritorno quarti di Champions: Roma-Barcellona, riassunto della prima parte: andata 1-4, risultato un po' bugiardo, ma così è, fine del riassunto. L'Olimpico ci accoglie con le canzoni di rito, "noi c'avemo el core grosso, mezzo giallo e mezzo rosso"..."gialla come el sole, rossa come el core mio" e in più "de cempionsss nanananana", mentre piccioni indifferenti svolazzano sopra l'apertura dello stadio. Non abbiamo posti vicini noi Roberti, ci salutiamo e si va nei rispettivi settori,  vicino a me un signore che ricorda Mario Brega (Sta mano po esse fero o po esse piuma), non tanto fisicamente, ma nei modi e nella dialettica. Mario probabilmente viene sempre, mano a mano saluta infatti molte persone, io vado di rado e mi sento un po’ ospite a casa sua.

Si inizia, per incamminarsi verso l’Eldorado ci vorrebbe un gol subito, e dopo 4' eccolo, De Rossi acquerella un lancio da metà campo, Dzeko si infila tra Jordi Alba e Umtiti, addomestica di destro e buca Ter Stegen di sinistro.
È una scarica di energia che vibra su uno stadio già saturo,  schiude miraggi di una serata leggendaria.  Il primo tempo scorre tra boati per ogni pallone giocato dalla Roma e fischi tonanti per quelli che giocano Messi e compagni.
All’intervallo cerco ancora di realizzare dove sono, è già una bella emozione stare qua, della notte che diventerà devo ancora saperlo, come deve ancora scoprirlo Mario, che continua a salutare mezza tribuna.

Si riparte, e tra boati e fischi si arriva intorno al momento in cui Piquè tira giù Dzeko in area, uno Dzeko che ha passato questi 60 minuti a scrivere il manuale della punta di peso: protegge palloni, sgomita e lotta, si incunea ovunque. E' rigore.
E qua ci sarebbe da scrivere un libro a parte, sul dischetto Daniele De Rossi, l'autore del primo autogol dell'andata. Se ci fosse uno sceneggiatore dietro, questo è il momento in cui la trama inizierebbe a scivolare verso la fine sciogliendo i nodi. Probabilmente c'è, perché DDR, un figlio di Roma, che a volte, per troppo amore si fa travolgere dalle emozioni, fa due a zero.

Dopo i due gialli a Messi e Suarez, irritanti come lo sono gli attaccanti quando non la vedono, Di Francesco azzecca i cambi, e proprio El Shaarawy, fa saltare in piedi l’Olimpico, ma Ter Stegen fa risedere tutti con una gran parata. L’altro nuovo entrato, Under, guadagna un angolo, anzi, l’Angolo, perchè è proprio qua che avviene l’episodio che lo sceneggiatore si è inventato per rimettere in equilibrio l'esistenza, il gol che redime Manolas, l’autore del secondo autogol dell’andata. Il greco (Se ne intendono loro di mitologia) si scaglia sul primo palo, di testa la tocca disegnando la perfezione, palla sull’angolo opposto, la sua corsa sotto la tribuna è l’urlo di Munch e Tardelli messi insieme in uno stadio esploso
Mancano ora 12 minuti (8 + recupero), e diventano lunghissimi, cuori pronti alla festa impiccati ai secondi, finchè il triplice fischio non li libera, e da li in poi è gioiosa baldoria, ha ragione Venditti, sei amico di tutti anche se non conosci nessuno di quelli che ridono o che piangono dalla gioia.
Poi vabbè, due ne conosco, ritrovo gli altri due Roberti, e passeremo il rientro a raccontarci come abbiamo vissuto questa partita, questo nuovo spazio della memoria che a volte torneremo a trovare.

 

Fonte: l'autore Roberto Leonardi

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