Roberto Baggio e la favola di Firenze

Storia e aneddoti fiorentini, di un campionissimo che (fosse dipeso da lui), si sarebbe legato a vita ai colori viola.

di Massimiliano Cerbai
Massimiliano Cerbai
(20 articoli pubblicati)
Roberto Baggio

Il calcio, si sa, a volte regala  storie sentimentali che sfiorano la grandezza delle più travolgenti ed eteree passioni amorose, frutto d'intrecci appunto tra i grandi campioni e le tifoserie più appassionate. A Firenze nel 1985, arrivò un ragazzotto di belle speranze, bravo quanto sfortunato, tal Roberto Baggio, sfortunato perché appena comprato dai viola in primavera dal L.R.Vicenza, si ruppe subito un legamento crociato del ginocchio durante una partita del campionato di serie C, ma i viola lo fecero arrivare subito in città per curarlo.

Roby anche in seguito ricorderà a più riprese l'incredibile affetto ricevuto da una città in quel difficile momento, proprio perché era un ragazzotto, si di belle speranze, ma niente più. Il ragazzo di Caldogno quindi esordì  in Serie A, il 21 settembre 1986, in un Fiorentina-Sampdoria con i tifosi viola che iniziarono a coccolarselo dedicandogli subito cori ed incitamenti, tanto che il ragazzo veneto si lega a doppio filo con la tifoseria più calda ( la Curva Fiesole).

Travolto da tanto affetto, Roberto Baggio si esprime sempre meglio regalando ai tifosi ed agli sportivi in genere, sprazzi da campione. In quel  campionato  segna il suo primo gol in "A" , il 10 maggio '87 in un Napoli-Fiorentina (1-1), su punizione, che di fronte a Diego Armando Maradona, che al termine di quell'incontro si laureò campione d'Italia col suo Napoli.

Ormai l'amore di Firenze per questo calciatore stava diventando morboso e i Pontello (proprietari del Club) venivano quasi quotidianamente "esortati" dai tifosi a non cedere alle lusinghe miliardarie di molti clubs che già si diceva, avessero messo gli occhi su di lui.

Nel 1989, Baggino (come veniva chiamato affettuosamente in città), segnò due dei più bei gol della sua carriera: il primo in un Licata-Fiorentina (1-3) di Coppa Italia del 23 agosto 1989, dove dopo varie serpentine in area,  superò il portiere, facendo esplodere tutto l'impianto siciliano in un lunga ovazione.

Il secondo in un altro Napoli-Fiorentina del 17 settembre 1989 sempre al cospetto di " Sua Maestà " Maradona , partendo palla al piede dalla sua metà campo e saltando avversari come birilli,  entrò in porta col pallone ! Il San Paolo lo ricoprì di applausi. Da quel momento in poi le "sirene " dei grandi clubs  risuonavano continuamente, in particolare c'erano quelle provenienti da Torino sponda Juventus, che preoccupavano i tifosi, ma Baggio smentiva continuamente ed addirittura (per far capire quanto era attaccato a Firenze) una volta dichiarò :" Se mi vendono mi incateno alla porta del Duomo di Firenze, così voglio vedere come fanno a mandarmi via !"

I viola quell'annata la conclusero con un'insperata finale Uefa proprio contro la Juventus. La Fiorentina giocò due belle partite, ma uscì sconfitta con il solito corollario di polemiche su molte decisioni arbitrali e sulla partita di ritorno incredibilmente giocata ad Avellino (campo neutro e feudo bianconero),  a causa di intemperanze dei tifosi contro il Werder Brema.

Quella fu un'estate che i tifosi viola non dimenticheranno, Baggino infatti passò alla Juventus per 25 miliardi più tutto il cartellino di Buso che (stranamente col senno di poi)  l'anno prima la Juve dette in prestito gratuito ai viola... Firenze ferita e tradita dai Pontello, scese in strada e appena annunciata la cessione, purtroppo ci furono molti scontri tra i contestatori e le forze dell'ordine che proteggevano la sede viola e che portarono alla cessione della società ai Cecchi Gori.

Il  6 aprile 1991, il giorno del ritorno di Baggio a Firenze con la maglia bianconera (finì 1-0 per i viola),  verrà ricordato per il rifiuto a calciare il rigore da parte di Roberto  e per il suo gesto dopo la sostituzione. La  sciarpa viola infatti  che uscendo raccolse sotto la tribuna,  lo legò indissolubilmente a Firenze e lo stadio gli riservo' un ultimo emozionante, commovente e fragoroso applauso carico d'amore.

La Curva Fiesole
Fonte: l'autore Massimiliano Cerbai

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