Rivoluzione Roma, serve un passo indietro da parte di tutti

Si può discutere su quanto possa essere meritato l'esonero di Di Francesco, ma non bisogna sottovalutare le dinamiche societarie prima e dopo questa decisione

di Andrea Macr
Andrea Macr
(11 articoli pubblicati)
Casillas consola Florenzi in lacrime

L'eliminazione dalla Champions League è stata la scintilla che ha incendiato l'ambiente romano, già caldo dopo i risultati altalenanti in campionato e la sonora uscita dalla Coppa Italia dopo il 7 a 1 di Firenze, e ha portato all'esonero del tecnico: l'eliminazione dalla competizione che l'anno scorso aveva portato gioie e aspettative forse eccessive, è risultata fatale. La partita è stata combattuta e decisa da episodi dimostrando che forse all'allenatore venivano attribuite colpe eccessive considerando poco gli errori riconducibili alla società.

Oltre alle parole di De Rossi che, a caldo dopo la sconfitta, rappresentavano la volontà dei giocatori stessi di continuare con Di Francesco, il fatto che mentre Monchi riconfermava il mister a Trigoria Baldini parlasse con Paulo Sousa, dimostra la presenza di problemi a livello dirigenziale. Per giunta il mercato poco azzeccato non ha di certo aiutato il tecnico che ha sempre impresso un bel gioco alle sue squadre ma ha trovato difficoltà con una difesa che, soprattutto senza Manolas, dimostra problemi di marcatura evidenti anche contro l'Empoli.

La scelta dell'esonero ha causato un effetto domino che ha portato risoluzione consensuale con Monchi (che ha sempre difeso Di Francesco) e alcuni membri dello staff, segnando la necessità di un nuovo percorso. Aspettando di vedere cosa succederà a livello dirigenziale, Ranieri resta la scelta migliore tra le possibili, un tifosissimo della Roma che conosce già questa piazza complicata.

Con l'Empoli la squadra è riuscita a mantenere il vantaggio maturato nel primo tempo, cosa che quest'anno era il rammarico maggiore (oltre alla gara di Oporto ricordiamo quelle contro Atalanta, da 3 a 0 a 3 a 3, e Cagliari, che in 10 uomini ha pareggiato il parziale di 2 a 0). Il nuovo allenatore pensa ad un cambio di modulo verso il 4-4-2 e si è concentrato (e arrabbiato) molto sugli errori in fase di disimpegno puntando ad avere una squadra più stretta rispetto a prima. Facendo di necessità virtù punta inoltre a rilanciare Kluivert e Schick, che finora hanno tradito le aspettative e possono invece risultarsi decisivi alla ricerca del quarto posto che dista 3 punti.

Esultanza di Schick al gol decisivo cont
Fonte: l'autore Andrea Macr

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