Rino e i suoi fratelli: da campioni del mondo ad allenatori

Nel 2006 divennero leggende alzando al cielo la Coppa del Mondo: come se la cavano oggi gli azzurri di Lippi tra panchina e lavagne tattiche?

di Simone Sagulo
Simone Sagulo
(6 articoli pubblicati)

Comincia tra poche ore il campionato del Mondo di calcio in Russia, il terzo senza la compagine azzurra dopo le mancate qualificazioni a Uruguay 1930 e Svezia 1958. L'assenza della nazionale allenata da Mancini genera tristezza e malinconia nel popolo italico del pallone e la mente non può non tornare indietro a dodici anni fa, quando il cielo di Berlino si colorava di azzurro e capitan Fabio Cannavaro alzava al cielo la quarta coppa del mondo vinta dal nostro Paese. 

Fu il capolavoro di una squadra infarcita di campioni della nostra Serie A, da Totti a Del Piero, dallo stesso Cannavaro a Pirlo, passando per Buffon, Materazzi e Toni. Di quella squadra, oggi rimangono in attività solo tre giocatori, De Rossi, Buffon e Gilardino; gli altri hanno deciso di appendere le scarpette al chiodo e per alcuni di loro si sono aperte le porte del Centro Tecnico Federale di Coverciano dove hanno sostenuto e superato il corso per dare alla loro vita una seconda possibilità sul rettangolo verde: la carriera da allenatore. Già, ma con che risultati fino a questo momento?

Fabio Cannavaro è il primo degli italiani "mundial" ad aver fatto parlare di sè anche in panchina. Il capitano azzurro, oggi 44enne, ha fatto le sue fortune nell'estremo Oriente, portando il Tianjin Quanjian nel 2016 alla conquista di una storica promozione dal campionato cadetto alla Serie A cinese vincendo il campionato di seconda divisione  e il Guanzhou Evergrande, attuale club in cui allena, alla vittoria della Supercoppa di Cina nell'anno in corso. 

Se Cannavaro ha trovato la sua dimensione e buoni risultati in Cina, è però Marco Materazzi ad avere nel palmares l'unico scudetto da allenatore tra i campioni del 2006. L'ex difensore e bandiera dell'Inter infatti nel 2015 si è laureato campione nazionale indiano con il Chennaiyin, battendo in finale l'FC Goa, in quella che fu la terza edizione della Indian Super League. 

Curiosamente, è proprio il reparto difensivo quello che ha distribuito più giocatori tra le panchine dei club: Fabio Grosso, dopo la Primavera della Juve, ha allenato il Bari in questa stagione, venendo eliminato al primo turno playoff; stessa sorte per Alessandro Nesta, subito fuori all'esordio con il Perugia; doppio esonero tra Pescara e Udinese per Massimo Oddo, nonostante un buon inizio in Friuli; Gianluca Zambrotta invece è stato vice allenatore dello Jiangsu Suning durante la gestione Capello. 

In Italia, Gennaro Gattuso è al vertice della piramide degli allenatori protagonisti della finale di Berlino: a 40 anni il Ringhio nazionale ha già conquistato un piazzamento europeo con il Milan, dopo averne guidato la Primavera l'anno precedente, un buon risultato che cancella la retrocessione col Pisa e gli addii a Palermo e Creta e che gli ha permesso di rinnovare coi rossoneri fino al 2021 con un cospicuo aumento di ingaggio. Simone Barone, invece, dopo la corsa a perdifiato al fianco di Inzaghi nella partita con la Rep. Ceca oggi fa correre i giovani rampanti della Juniores del Parma, per una carriera - per ora - totalmente dedita ai giovani. 

Mauro German Camoranesi è già doppia meteora: dopo aver fatto divertire juventini e tifosi dell'Hellas, ha cercato fortuna in Messico e Argentina col Tigre, collezionando però solo delusioni, mentre Vincenzo Iaquinta ha sì conseguito il patentino ma non ha ancora avuto l'opportunità di mettere in pratica gli insegnamenti raccolti. 

In attacco, le stelle Totti e Del Piero non hanno intrapreso la strada della guida tecnica, preferendo rispettivamente i ruoli di dirigente nella Roma e testimonial in varie campagne pubblicitarie ed eventi benefici. L'unico bomber sia in campo che negli spogliatoi è invece Filippo Inzaghi, che ha portato il Venezia dalla Lega Pro alla B e ha ceduto soltanto al Palermo nella semifinale playoff di qualche giorno fa. 

Per ora, tra i portieri non è nato nessun allenatore del futuro. Chissà se Buffon ci sta già facendo un pensierino per la prossima stagione...

Gennaro Gattuso
Fonte: l'autore Simone Sagulo

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