Ricordando il Grande Torino: eternamente eroi

Ieri l'omaggio alla squadra più forte del mondo scomparsa nella tragedia di Superga

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(14 articoli pubblicati)
Juventus v Torino FC - Serie A

Io non c'ero. Non ero nemmeno nato. Ma come ogni vicenda importante che entra prepotentemente nella storia del tuo Paese, ho imparato a farla mia. E, senza dubbio, ho sempre pensato che se c'è una squadra che, nella memoria collettiva di sportivi e non, può considerarsi invincibile ed eterna, quella è il Grande Torino. E i motivi sono molteplici. 

Il Grande Torino. Una squadra di campioni capace di vincere cinque scudetti consecutivi. Una squadra che faceva impazzire di gioia in un periodo ancora agognato, come quello del primissimo dopo guerra. Una squadra imperniata di valori. Di etica, di spirito di gruppo, di saggezza. Non ho avuto l'onore di veder giocare Valentino Mazzola e compagni. Ma negli anni, sul loro conto, ho letto di tutto. Interviste, libri e ritagli di giornale. Ho guardato video e programmi televisivi. Ho studiato. Ho imparato. Scrutando quella storia, mi sono emozionato. Una squadra di invincibili sconfitta solo dal destino e dalla sfortuna. Dal fato, che quando emette sentenza non c'è scampo per nessuno. 

Che il Grande Toro sia ancora nei cuori degli sportivi e di tutti gli italiani che in quel 4 maggio di settant'anni fa piombarono nello sconforto, non deve stupire. Che la tragedia di Superga sia ancora impressa nelle menti, è oltremodo doveroso. Poiché questa storia, seppur tragica e al tempo stesso gloriosa per le vicende sul campo, deve essere raccontata. Deve essere tramandata. Non deve essere dimenticata. I giovani del futuro devono conoscere e sapere che è esistita una squadra, a Torino, che faceva impazzire la folla e che restituiva il sorriso perso negli anni dei conflitti e dei bombardamenti. Che sono esistiti atleti degni di questo nome e lontani da ogni tipo di stravaganza. Che è esistita una squadra di imbattibili che trionfò  come collettivo sul prato verde e che perì, tragicamente, sempre come collettivo. Una squadra e una storia senza fine. Una storia da ricordare, insomma, obbligatoriamente. 

Una storia che, ancora, a distanza di settant'anni, fa sempre emozionare.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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