Ricambio generazionale? Ecco la carica degli Under-21

Dalla certezza Donnarumma alla sorpresa Zaniolo, dal predestinato Chiesa all'insaziabile Cutrone... ecco l'undici ideale delle giovani promesse azzurre.

di Stefano Masini
Stefano Masini
(16 articoli pubblicati)
AC Milan v AS Roma - Serie A

Negli ultimi anni la Nazionale italiana ha subito, e non poco, la perdita dei pilastri dell'impresa di Germania 2006. I commissari tecnici che si sono susseguiti al comando degli azzurri sono stati spesso criticati per il mancato "ricambio generazionale", insistendo con i soliti noti e rallentando di conseguenza il processo di crescita dei giovani, relegati fuori dal rettangolo di gioco. Roberto Mancini, invece, sembrerebbe aver invertito la tendenza: maggiore attenzione ai talentini e convocazioni che sanno tanto di premi al duro lavoro; così è stato, ad esempio, per la coppia Zaniolo-Tonali che nonostante le zero presenze in Serie A si sono ritrovati a Coverciano al fianco dei veterani. Una vera e propria ventata d'aria fresca per calcio italiano, che passo dopo passo sta imparando a conoscere i campioni di domani. Ma per renderci conto del potenziale dei nostri under 21, cerchiamo di realizzare un 4-3-3 tipo.

Tra i pali non può che esserci lui: Gigio Donnarumma, classe 1999 e assoluta garanzia per il Milan di Gattuso. Lanciato da Siniša Mihajlović nel 2015, nel posticipo della 23^ giornata raggiungerà quota 150 presenze in rossonero. Talento precoce ma quantomai puro.

La difesa è formata per due quarti da giocatori dell'Inter in prestito al Parma: stiamo parlando di Federico Dimarco e Alessandro Bastoni (21 e 19 anni).  Il primo aveva iniziato bene la stagione realizzando anche un gol "alla Roberto Carlos" proprio contro i nerazzurri, ma ora è in evidente affanno; il secondo, invece, è salito in cattedra partita dopo partita e da quando mister D'Aversa l'ha spostato da terzino a centrale non ne ha più fatto a meno. Altro centrale difensivo è Filippo Romagna, classe 1997 e alla sua seconda stagione nella massima serie; scuola Juventus, ora in forze al Cagliari, nella nazionali minori ha ricoperto anche il ruolo di mediano. Completa la linea a quattro un altro '97, il clivense Fabio Depaoli che quest'anno sta trovando molto spazio in una squadra in piena emergenza.

In mediana il posto va dato - ad occhi chiusi - a Sandro Tonali, 18enne del Brescia; autore di ottime prestazioni nel campionato cadetto, il suo nome viene già accostato a quello di Andrea Pirlo e Marco Verratti. La convocazione di Mancini non fa altro che ingolosire ancor di più le big che lo vorrebbero per il prossimo anno. Una delle due mezzali è Nicolò Zaniolo della Roma. A 19 anni è difficile emergere in una piazza calda come quella della capitale, e lo è ancor di più se in un modo o nell'altro si deve sostituire un certo Radja Nainggolan; eppure l'ex Inter ed Entella ha deciso di indossare le vesti del supereroe e si è preso la fiducia di società e tifosi, realizzando anche 3 reti e 2 assist. Con lui Federico Chiesa, predestinato figlio d'arte che sembrerebbe aver trovato finalmente la sua dimensione. Corsa, grinta, carattere... questo giocatore ha tutto. Già in estate diversi club avevano bussato alla porta della Fiorentina per assicurarsene le prestazioni, ma la richiesta dei Della Valle è alta: 80 milioni. A febbraio Chiesa è già in doppia cifra... qualcosa ci fa pensare che il prezzo continuerà a lievitare.

In attacco un tridente che fa ben sperare. Andrea Pinamonti non aveva mai trovato spazio tra le file dell'Inter, ma grazie al prestito al Frosinone si sta mettendo in mostra: 3 gol in 15 presenze per lui. Percorso inverso per Moise Kean che dopo l'esperienza all'Hellas è tornato a Vinovo; potente fisicamente e dotato di un buon fiuto del gol, fu il primo millennial a segnare in Serie A (Bologna Juventus 1-2 nella stagione 2016/17). Non c'è bisogno di troppe parole per presentare Patrick Cutrone, appena 21enne da un mesetto scarso e già bandiera del Milan. Con l'addio di Higuaín si pensava sarebbe diventato titolare inamovibile, ma Leonardo e Maldini hanno portato a Milano Krzysztof Piątek che - salvo colpi di scena - lo condanna nuovamente al ruolo di comprimario; che siano 90 o 10 minuti, il 63 rimane un'arma letale. Non temere Italia, hai futuro...

ACF Fiorentina v AS Roma - Coppa Italia
Fonte: l'autore Stefano Masini

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