Reynolds, l’ultimo sbarco in Europa dagli USA

La nuova stella texana e gli altri che l’hanno preceduto

di Tommaso Arpino
Tommaso Arpino
(5 articoli pubblicati)
FC Bayern Muenchen v Borussia Moenchengl

 Insieme a El Shaarawy anche Bryan Reynolds è in attesa di diventare un nuovo giocatore della Roma. L’affare sembra essere ultimato, a definirlo è un prestito con obbligo di riscatto: la formula prevede un compenso per il Dallas FC di 7 milioni di euro e il 15% dell’incasso che il club capitolino guadagnerebbe dalla futura cessione del giocatore. Ma chi è il giocatore? Quali sono le caratteristiche che hanno incuriosito Juventus e Roma?

CHI È - Il texano, classe 2001, è alto 1.90 metri, gioca nel Dallas e nel ruolo di terzino destro si è fatto notare nella scorsa stagione di MLS. Di fatti ha collezionato ben 29 presenze e 5 assist. Numeri non indifferenti per un ragazzo di quasi 20 anni. Ma oltre ai numeri ciò che ha incuriosito i club europei sono le sue caratteristiche: fisicità e dinamismo, il difensore ha una grande resistenza che gli permette di partecipare sia in difesa che in attacco. Anche grazie al fatto che nasce come ala destra, spiccano un dribbling determinante e una grande abilità nel crossare.

PRIMA DI LUI – Sia la Roma che la Serie A, ma più in generale l’Europa, hanno visto altri statunitensi sui loro campi. Nel bene e nel male.

Pensando alla Roma il primo che si fa spazio tra i ricordi è Michael Bradley, nonché il primo giocatore a stelle e strisce a vestire la maglia giallorossa. Un centrocampista che è stato importante per la sua squadra soprattutto nell’anno del ritorno di Zeman e nel primo anno con Rudi Garcia. Non sono stati tanto i numeri a parlare quanto più le prestazioni. Prima di vestire quei colori è passato per i Paesi Bassi (guadagnandosi il record come giocatore statunitense più giovane ad essere trasferito dalla Major League Soccer) per poi passare in Germania, Inghilterra. Ora il centrocampista gioca per il Toronto, dove sembra essersi affermato, sia in squadra, vestendone la fascia da capitano, sia con la sua famiglia.

Guardando al nostro campionato un altro recentissimo è l’ex Schalke Weston McKennie, sempre centrocampista, ma cambiando la maglia, vestendo quella della Vecchia Signora. Classe ‘98, è una delle ultime stelle del Texas. Le sue doti stanno divenendo sempre più chiare a tutti: aggressività nel recupero di palla, anticipazione dell’avversario e nell’incursione. Abilità non indifferenti che con tutta probabilità ha potuto affinare in Germania dove è stato adattato in qualche incontro sia in fase di difesa che d’attacco.

Allontanando la lente d’ingrandimento dal nostro mappamondo siamo partiti da Roma, passando per l’Italia e dare infine uno sguardo a tutta l’Europa dove i campioncini sicuramente non mancano. Uno dei più conosciuti è Alphonso Davies, anche se Canadese, si è fatto valere nell’ultima Champions League con il suo Bayern Monaco, affermandosi come uno dei terzini più forti in circolazione, e guadagnandosi uno dei primi posti tra i talenti sfornati dalla MLS. Come non pensare poi al figlio di George Weah, Timothy. Nel ragazzo del 2000 sono state intraviste doti che ricordano il padre, ancora presto per dirsi, nel frattempo aspettiamo che possa sbocciare nel Lille, dove gioca da agosto 2019. Poi Tim HowardPulisic, Tyler Adams, insomma, sono tanti quelli che ci sono stati come quelli che ci sono ora e già si intravedono quelli che verranno. L’esempio migliore è Sebastian Soto, un giovane classe 2000 che già si sta facendo conoscere in Polonia come l’Inzaghi d’America, grazie soprattutto al suo sangue freddo davanti alla porta.

Non resta altro che attendere e nel frattempo godere di questi doni dal nuovo continente, in attesa di scoprire se questa scia proseguirà, magari rivoluzionando anche l’importanza del calcio negli USA.

Fonte: l'autore Tommaso Arpino

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