“Questa Italia non conosce la parola sconfitta!”

Altra prova convincente della nostra Nazionale che, con una formazione imbottita di seconde linee, rifila alla malcapitata Estonia un netto 4-0.

di Riccardo Brighi
Riccardo Brighi
(3 articoli pubblicati)
abbracci tra gli azzurri dopo il primo g

È solo un amichevole certo, oltretutto contro un avversario assai modesto ma, come recita il detto “vincere aiuta a vincere”, e anche mercoledì sera l’Italia non si è smentita.
Le assenze erano infinite e allora a Firenze è stata schierata una squadra sperimentale, ricca di volti nuovi, a partire dal C.T.: sulla panchina azzurra sedeva infatti il debuttante Chicco Evani, vista l’assenza di Mancini causa covid.
In campo, invece, a mettersi in mostra è Vincenzo Grifo che, grazie a una doppietta, si guadagna la prima pagina dei giornali.
Le altre due reti portano la firma di Orsolini (gol su rigore) e Bernardeschi che inganna il portiere estone sul suo palo con un mancino insidioso dal limite dell’area.
Partita dominata dagli azzurri che continuano a dare conferme : la vittoria contro l’Estonia rappresenta il ventesimo risultato utile consecutivo.
Numeri impressionanti per una Nazionale che sta vivendo un momento d’oro, al di sopra di ogni aspettativa.
Non c’è alcuna intenzione quindi di interrompere il trend positivo anche perché questa Italia è giunta ormai a un passo dalla storia.
Domenica, infatti, nel match chiave per le sorti della Nations League contro la Bosnia, se la Nazionale non uscirà sconfitta eguaglierà un record che durava dall’altro secolo. 
Era l’Italia di Cesare Maldini prima e di Zoff poi, quella che tra il 1997 e 1999 era riuscita a rimanere imbattuta per ben 17 gare ufficiali.
Nel mezzo di quel biennio c’è stato anche il dolorosissimo pareggio contro la Francia con successiva sconfitta ai rigori che pagammo con l’eliminazione dal Mondiale del ‘98.
Ora gli azzurri si trovano a quota 16 quindi l’etichetta di invincibili non appare più solo un lontano miraggio.
A differenza degli anni ‘90 o del 2006 quella odierna è un’Italia dalla qualità inferiore: non ci sono i vari Totti, Del Piero, Baggio, Pirlo, Vieri e “chi più ne ha più ne metta”. 
C’è, però, una squadra con un’identità propria, che riesce sempre a imporre il proprio gioco concedendo solo le briciole agli avversari (esempio lampante è il match di Settembre con l’Olanda giocato ad Amsterdam).
Il merito va soprattutto a Mr Mancio che ha risollevato il morale di una Nazionale che può tornare a farci sognare!

Autore: RICCARDO BRIGHI

14/11/2020

nuovo stemma dellitalia
Fonte: l'autore Riccardo Brighi

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