Quarantuno anni senza Cecco

La storia di Luciano Re Cecconi, l'angelo biondo del centrocampo

di Ilario Ianiri
Ilario Ianiri
(49 articoli pubblicati)
re cecconi

Ci sono storie che è difficile raccontare, storie complicate da capire, e poi ci sono quelle che ti emozionano perchè le senti vicine, le senti tue, fanno parte della tua vita, una di queste è sicuramente quella di Luciano Re Cecconi.

Luciano Re Cecconi nasce a Nerviano, nel milanese, il primo dicembre 1948, esordisce in Serie C con la Pro Patria, in un Pro Patria-Messina 1-1, e si guadagna il soprannome di Cecconetzer, per via della somiglianza con il calciatore Tedesco Gunter Netzer.

L'anno successivo Tommaso Maestrelli lo vuole a Foggia, lo fa esordire all'undicesima giornata in un Foggia-Perugia 2-0, Re Cecconi quell'anno colleziona 14 presenze e un goal, contribuendo alla promozione del Foggia in Serie A, l'anno dopo però, il Foggia disputa un brutto campionato retrocedendo in Serie B, gioca un altro anno a Foggia sotto la guida di Ettore Puricelli, fino ad arrivare alla stagione 1972-1973.

Tommaso Maestrelli lo vuole a tutti i costi alla Lazio, e quell'anno si sfiora lo scudetto, l'anno successivo la Lazio cambia poco, l'effetto sorpresa non c'è più, e per la Lazio sarà molto difficile ripetere quanto fatto l'anno scorso, eh già, questo dicono i giornali, quella squadra però è pazza fuori, ma tanto unita dentro, ogni tifoso Laziale recita quella formazione come una preghiera, Pulici, Petrelli, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D'Amico, a completare la squadra c'erano Guseppe Avagliano, Avelino Moriggi, Mario Facco, Domenico Labrocca, Giustino Paris, Luigi Polentes, Giuliano Tinaburri, Sergio Borgo, Fausto Inselvini, PierPaolo Manservisi, Ferruccio Mazzola, Franco Tripoldi, Vito Chimenti, Paolo Franzoni.

Uno degli episodi più incredibili di quell'anno, accadde in un Lazio-Verona, alla fine del primo tempo la Lazio è sotto per 1-2, al rientro negli spogliatoi, Maestrelli face cenno ai suoi giocatori di rientrare immediatamente in campo, la squadra lo fa, entra in campo e tra lo stupore della gente ognuno i rimette nella sua posizione, all'inizio la gente non capiva, dirà Felice Pulici, ma poi capi e cominciò a incitarci, la partita fini 4-2 per la Lazio, e il resto è storia.

La Lazio vince il campionato battendo il Foggia 1-0 con un rigore di Chinaglia.

Ci vorrebbe un libro per raccontarvi di Lazio-Norwich, della malattia di Maestrelli, insomma delle pagine tristi che quella Lazio ha dovuto affrontare, andiamo a quella sera, a quella maledetta sera del 18 gennaio 1976.

Re Cecconi insieme al compagno di squadra Ghedin, e al profumiere Fraticcioli, si recano i una gioielleria, si ipotizza che al momento dell'entrata Re Cecconi per scherzo abbia gridato: "Fermi tutti, questa è una rapina!", il gioielliere preso dalla paura spara e uccide Re Cecconi

Non sta a me dire o stabilire come è andata veramente la vicenda, in queste righe ho solo voluto ricordare il mio "numero otto" del cuore, già perché pur avendo solo 26 anni, ho vissuto quella Lazio tante volte, mandando avanti e indietro cassette e DVD, vedendo foto e leggendo libri, e Luciano Re Cecconi è, e sarà per sempre, il mio "numero otto" del cuore.

Fonte: l'autore Ilario Ianiri

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