El Shaarawy e non solo: quando il soldo chiama dall’estero

Anche il Faraone abbandona la Serie A per la Cina: per lui 16 milioni netti a stagione

di Riccardo Sanna
Riccardo Sanna
(14 articoli pubblicati)
Udinese v AS Roma - Serie A

I talenti azzurri che attualmente giocano fuori dall’Europa valgono davvero lo stipendio che percepiscono? L’estero non è una meta scelta soltanto a fine carriera: alcuni giocatori, in Italia, avrebbero ancora molto da dare. In che modo, il calcio italiano, potrebbe contrastare questo fenomeno? Se lo chiede la redazione. Se lo chiedono i tifosi che vedono partire per terre lontane i propri beniamini. Se lo chiedono i lettori e me lo chiedo pure io. Riflettendo e provando a darmi una plausibile risposta.

"Come se avessi avuto Soldi, Soldi, Soldi...": così canta Mahmood nella sua hit di successo. E così vorrebbero proferire molti patron dei club della nostra Serie A che non possono permettersi, per ovvi motivi,  stipendi oltre ogni ragionevole logica.

Va proprio così: altrove primeggiano differenti mercati, maestosi introiti, esorbitanti cifre. Cifre al limite della follia, per giocatori sicuramente di buon livello, ma spesso al tramonto della loro carriera. Qualcuno però, va detto, fa le valigie anche in giovane età: El Shaarawy, per esempio, è il più fresco dei partenti che va ad accasarsi allo Shanghai Shenhua. Eppure, seppur in Cina, Arabia Saudita o in Mls gli stipendi siano realmente da capogiro, i campionati risultano essere oggettivamente di basso livello. Mi chiedo dunque: ma davvero certe cifre spingono atleti già ricchi ad abbandonare campionati competitivi e quindi di conseguenza gli scenari europei? E ribadisco: ma veramente vale la pena guadagnare tutta questa valanga di milioni a discapito di trofei ancora da conquistare in piazze prestigiose con il rischio di perdere pure l'ambita maglia della nazionale? Evidentemente, in qualsiasi modo la si voglia leggere, comanda quasi sempre il denaro. Quel denaro che, certamente,  nelle tasche dei calciatori non è mai mancato ma che forse fa troppo gola. 

Nell'introduzione si parlava di come il calcio italiano potrebbe contrastare questo fenomeno. Non so dunque quali siano le vostre risposte e le relative considerazioni in merito, ma io credo che in un torneo come il nostro sempre più privo di bandiere e giocatori di una certo spessore morale non ci si possa aspettare che questo. Viviamo in un tempo nel quale una grossa fetta di atleti ridimensionano tutto a una questione di soldi, buttando al vento quel che resta della carriera e del proprio talento. Ma questo è solo il mio modestissimo pensiero.

Fonte: l'autore Riccardo Sanna

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