Premier League: una stagione piena di verdetti

Dal City di Guardiola allo strepitoso Salah, passando per l'addio di Wenger

di Antonino Aloi
Antonino Aloi
(19 articoli pubblicati)
Huddersfield Town v Arsenal - Premier Le

La Premier League, massimo campionato inglese, da anni ha lo scettro di competizione più stimolante ed esaltante al mondo. Il merito è sicuramente dei personaggi che popolano la massima serie britannica, aiutata anche dagli imponenti introiti derivanti dai diritti tv oltre alle sponsorizzazioni, e alla presenza di top players. I verdetti che la Premier ha emesso sono molteplici: il City di Pep Guardiola ha riscritto la storia raggiungendo il record di 100 punti, "Momo" Salah eletto miglior giocatore del campionato con 32 reti all'attivo, il Chelsea di Conte fuori dalla Champions e lo storico addio di Wenger sulla panchina dei Gunners.

GUARDIOLA 100 E LODE

Pep Guardiola continua ad abbattere record e a stupire. Un City stellare ha dominato la Premier 17/18, abbattendo il muro dei 100 punti in classifica e dei 106 goal all'attivo. Calcio da ostriche e champagne per i citizens, la longa manus dell'allenatore spagnolo è visibile agli occhi di tutti. Un calcio capace di fare innamorare chiunque, fatto di 32 vittorie e un gioco sublimato dalla classe cristallina dei suoi interpreti. I giocatori si muovono all'interno di una/due impalcature di gioco ben rodate: 4-1-4-1 e 4-3-3. Marchi di fabbrica del Pep, che ruota i suoi giocatori alternando fasi di possesso e transizione giocando la palla dal basso, per poi sfruttare il taglio degli esterni e l'inserimento delle mezze ali. Un calcio basato su movimenti ad elastico concepiti per tenere la squadra compatta e continui triangoli a mandar fuori giri le difese avversarie, che si cimentano in goffi anticipi difensivi. Il suo maggior interprete è sicuramente De Bruyne, plasmato e telecomandato per galleggiare tra centrocampo e attacco, studiando da Iniesta.

MERCI WENGER

Il ringraziamento dei tifosi dell'Arsenal e dell'intero calcio inglese è andato in scena ad Huddersfield, proprio al minuto 22 come gli anni che l'allenatore francese ha trascorso sulla panchina dei Gunners. Arsene ha rivoluzionato il calcio inglese, basato prima di lui sul concetto di palla lunga e cross in area, il francese ha esportato l'idea di calcio veloce e palla a terra. Ha fatto grande un club vincendo 3 premier e ben 7 FA Cup. Wenger ha scritto pagine importanti per il club londinese, come quella della stagione 03/04 in cui vinse il campionato da imbattuto con 90 punti, una squadra composta da giocatori del calibro di Pires e Viera che prenderà poi il nome di invincibles. Un dogma tattico basato sul 4-2-3-1, rivoluzionario, veloce e frizzante che però porta in dote con sé il rammarico di non aver vinto quanto forse avrebbe meritato.

SALAH DALL'EGITTO CON FURORE

Tutto l'ambiente Reds non avrebbe mai potuto immaginare di aver acquistato dalla Roma un giocatore di tale potenziale. Neanche il tempo di asciugarsi le lacrime per la vendita di Coutinho, che l'egiziano ha iniziato a travestirsi da marziano. Il tridente Manè-Firmino-Salah infatti, è stato la rivelazione calcistica dell'anno. Molto del merito va dato a Klopp per l'impostazione altamente offensiva dell'intera squadra, fatta di pressing alto e aggressione degli spazi, ma il restante lavoro lo ha fatto l'ex Roma. Sono 32 i goal all'attivo, premio di miglior giocatore della Premier e una finale di Champions da giocare. Salah is on fire.

CONTE E IL SUO BLUES STONATO

The italian Job è un film cult di F. Gary Gray, ma è anche quello che gli allenatori italiani negli anni hanno fatto egregiamente all'estero. Uno di questi è Antonio Conte che il suo job lo ha svolto conquistando un titolo nella scorsa stagione, ma non centrando l'obiettivo Champions quest'anno. Un risultato deludente per il tecnico Italiano che dall'inizio dell'anno è sempre stato in discussione e bersagliato dai giornali. Sono 21 le vittorie, con altrettante 10 sconfitte, troppo poco per ambire alla zona Champions. Una rosa senza enorme qualità al cospetto delle dirette rivali, una FA Cup da vincere come magra consolazione e un futuro traballante distante da Londra. Conte un BLUES-MAN senza chitarra.

Fonte: l'autore Antonino Aloi

DI' LA TUA

0
0 COMMENTI

Inserisci qui il tuo commento

Gazzetta Fan News

Modifica password

Inserisci la password attuale: Inserisci la nuova password: Conferma la nuova password:

Grazie per il tuo commento!

Il commento sarà pubblicato appena moderato.

Grazie per aver compilato il form

A breve riceverai un feedback dallo staff di Gazzetta Fan News.

Grazie

Hai completato la tua registrazione! Inizia subito a partecipare alla community di GazzaNet

Continua la tua navigazione

Login

RECUPERA PASSWORD

Per recuperare la password inserisci la tua email.



Inserisci la tua nuova password.