Premier, City a +15: Sterling regola il Newcastle

Guardiola vince anche a casa del connazionale Benitez e si porta a +15 sul Manchester United: il City può vincere il torneo già a inizio marzo

di Davide Manca
Davide Manca
(438 articoli pubblicati)
Manchester City FC v AS Monaco - UEFA Ch

Benitez accoglie il City e come ogni buona squadra che si ritenga inferiore alla capolista, schiera una formazione difensiva che punta tutto sul catenaccio: 5-4-1 che si affida alle geometrie di Shelvey e ai gol del bomber (?) Joselu. Per il match, Benitez decide di non rischiare che i migliori si facciano male e lascia In panchina Atsu, Gayle, Mikel Merino, Ritchie e Ayoze Perez. Il Manchester City schiera un 4-3-3 con Sterling-Aguero-Bernardo Silva davanti.

La sfida prende subito una prevedibile piega: Fernandinho crossa in area per Aguero, l'argentino calcia e trova il palo esterno. Dopo una decina di minuti deve uscire Kompany per un probabile infortunio al polpaccio, l'ennesimo negli ultimi anni per il difensore Skyblues: entra Gabriel Jesus. Fernandinho arretra a centrale di difesa e Bernardo Silva scende a dare una mano a De Bruyne e Gundogan. Su un calcio di punizione, De Bruyne calcia e Aguero corregge in porta, bella la replica di Elliot in angolo: lo stesso Aguero si congratula con lui per la prodezza.

Nel corso della prima mezz'ora Aguero prova più volte a segnare: pescato tra le linee da De Bruyne, l'attaccante argentino salta due difensori avversari e scaglia un bolide da venti metri: palo esterno. Poco dopo la mezz'ora, il City passa: Sterling scarica a De Bruyne e si fionda in area, la difesa del Newcastle se lo perde completamente, il belga restituisce la sfera all'esterno inglese che sceglie ultimo istante di calciare col sinistro riuscendo a mettere la sfera tra il piede destro di Elliot e il palo. 1-0 per Guardiola.

Nella ripresa, il City continua ad affondare: palo di De Bruyne su un tiro da venti metri, arriva Aguero e appoggia in rete in posizione di fuorigioco. Con l'ingresso di Atsu, Gayle e Merino a metà ripresa, Benitez tenta di dare una scossa ai suoi, capendo che con l'invincibile City forse può strappare un pareggio. A un quarto d'ora dal termine, Gayle ha una grande occasione per pareggiare, ma invece che tirare in porta sceglie di tuffarsi in area: l'arbitro lo vede e lo ammonisce. Nel finale proprio il trio Merino-Atsu-Gayle costruisce una buona azione, tuttavia il colpo di testa dell'attaccante termina di poco a lato dalla porta difesa da Ederson. TOP: De Bruyne, indiscutibilmente: decide l'incontro con una grande invenzione. FLOP: Benitez schiera cinque difensori e lascia Clark in panchina preferendogli Dummett, che arrivava da un infortunio e non giocava titolare da sette mesi. Incomprensibile: solo contando i legni presi dai giocatori avversari, oggi il City avrebbe potuto uscire dal St. James' Park con quattro reti di scarto.

Il match finisce 1-0. Il City vince. Ancora. Arriva la sesta vittoria di fila dopo la sconfitta di Charkiv con lo Shakhtar. Guardiola raggiunge i quindici punti di vantaggio sullo United secondo e mantiene una media punti invidiabile, 2,9 a partita. Le quattro inseguitrici hanno una media di punti a partita tra il 2,2 e l'1,9. Mantenendo questa rotta, Guardiola sarebbe campione di Inghilterra già dopo il 3 marzo 2018. Ci sono Liverpool, Arsenal e Chelsea prima di quella data, oltre all'andata degli ottavi di Champions a Basilea, Guardiola ha già stupito con una partenza folgorante, potrebbe anche farcela.

Swansea City v Manchester City - Premier
Fonte: l'autore Davide Manca

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2 COMMENTI

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  1. bernipappalardo - 3 anni

    ammiro tantissimo guardiola ma lo sfizio di vederlo trionfare su una panchina ed una piazza difficile credo non si realizzerà mai. sarebbe bellissimo vederlo in questo momento allenare una roma o un napoli che giocano bene ma non vincono mai questo si che lo farebbe diventare leggendario

    1. Davide M - 3 anni

      Probabilmente anche con Guardiola non riuscirebbero a vincere. La grossa differenza tra Guardiola e Sarri/Di Francesco è negli interpreti offensivi: giocano tutti un calcio più o meno spettacolare d’attacco, nel City riescono a finalizzare, a Roma e Napoli meno.

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