Pregiudizi e baronia delle panchine

La meritocrazia sconosciuta contro l'inesperienza qualificata

di Claudio Toschi pilo
Claudio Toschi pilo
(8 articoli pubblicati)
UEFA Champions League AC Milan v Lyon

Durante la sua prima conferenza e per più volte nella sua prima avventura al Milan, venne chiesto ad Arrigo Sacchi se non si sentisse inadeguato ad allenare una squadra così importante senza essere mai stato un calciatore. A questa critica poco velata sotto forma di domanda il Mister rispose con classe: “Non sapevo che per fare il fantino, bisogna necessariamente essere stati un cavallo”.

Con la stessa classe vincerà tutto con il Milan, pur non essendo mai stato né cavallo né calciatore, mostrando l'inutilità del pregiudizio.

Alcuni credono che la bravura mostrata sul campo sia direttamente proporzionale a quella che si mostrerà in panchina ma anche questa equazione è totalmente ridicola, non perchè non ci siano ottimi giocatori divenuti grandi allenatori (Zidane, Ancelotti, Conte, Allegri..), ma perchè è facile trovarne altrettanti scadenti nonostante illustri carriere.

D'altra parte, non esisterebbero Malesani, Bielsa, Maifredi, Cosmi, Scolari, Zaccheroni, Zeman, Benitez, Sarri, Mourinho, ed appunto Sacchi, mentre Maradona sarebbe l'allenatore migliore di tutti i tempi.

Chi vive di calcio può farlo anche senza aver avuto il privilegio e la fortuna di giocare ad alti livelli, in tuta come in camicia, da salutista o da fumatore incallito.

Bisognerebbe giudicarlo per il suo operato in panchina, non per le inutili etichette.

Nonostante Sacchi abbia abbinato gioco e risultati, dominando il mondo e cambiando il calcio, ancora oggi continua l'equivoco gigantesco, interconnesso con un'altra spiacevole situazione che uccide la meritocrazia: in gergo, si parla di “baronia dei medici” per indicare come i figli dei medici, per ragioni facilmente intuibili, abbiano una corsia preferenziale nell'accesso (in maniere più o meno lecite) rispetto al “perfettamente sconosciuto”, del quale non necessariamente risultano più preparati.

Marco Giampaolo, in una recente intervista disse di aver avuto gli incubi per non riuscire ad accedere al supercorso di Coverciano: “Bastava che in quell'anno si ritirasse qualcuno con qualche presenza in Serie A o B ed a prescindere da tutto venivi tagliato fuori”.

Ora, sebbene io sia convinto che prima o poi l'eccellenza o l'incapacità emergano, è molto difficile sostenere che si parta dalla stessa linea, se un allenatore preparato e con grandi idee deve cominciare dalla serie D, mentre ad un ex calciatore viene affidata da subito una panchina di Serie A o B, grazie al solo status di ex calciatore.

A dare una spinta, le dirette Instagram tra ex calciatori che funge da casting. Basta infatti che Vieri mostri al mondo le sue conversazioni con uno dei tanti ex colleghi o che Cannavaro chieda a Pirlo come farà giocare la squadra quando allenerà ed il gioco è fatto.

Partendo dal presupposto che ho ammirato questi calciatori per le prodezze e prestazioni sul campo piuttosto che per le autocelebrazioni su Instagram, purtroppo devo ammettere che questo sistema funziona.

Dico purtroppo, perchè personalmente ho sempre prediletto (non solo nel mondo del calcio, ma in qualsiasi ambito) chi fa la gavetta a chi trova pronta la corsia preferenziale.

Ammiro chi arriva alla vetta partendo dalla valle, rispetto a chi ci si ritrova catapultato approfittando di fama, visibilità ed amicizie.

In soldoni, è netto il contrasto tra Pirlo, accolto con elogi ed attestati di stima e la freddezza con cui venne accolto (ed in seguito abbandonato) Maurizio Sarri.

Sul campo, Pirlo è stato l'ultimo grande genio italiano, mostrando di vedere ciò che risultava invisibile agli altri. I suoi lanci millimetrici fermavano il tempo e paralizzavano gli avversari, la sua classe era immensa ed indiscutibile, ma riempirlo di elogi come allenatore risulta al momento fuori luogo. Nonostante non avesse neanche un minuto da allenatore, ha ottenuto la panchina più ambita della serie A. Forse diventerà un grande allenatore e lo spero, ma ad oggi non ha dimostrato assolutamente nulla se non una cosa: la baronia delle panchine continua...

Fonte: l'autore Claudio Toschi pilo

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