Prato senza acquirenti e Como senza fideiussione: sono quasi fuori dalla C

Messina, nonostante la grana stipendi degli ex giocatori dannosa per l'immagine, spera sempre di più nel ripescaggio dopo il 31 Luglio

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(72 articoli pubblicati)
morgia

Se per Cavese  (ovviamente è Modica e non Mazza il tecnico ndr), Imolese e Juventus B come si sa da ieri la serie C sarà ratificata il 31 Luglio, per le altre  c'è molta attesa! Ci sarà da attendere l’inizio della prossima settimana per sapere se il Como sarà stato o meno ammesso alla serie C 2018-2019. La richiesta di ripescaggio è stata consegnata ieri in Lega Pro anche se in maniera non completa, da un punto di vista formale.

Da quanto trapelato, non sarebbe giunta per tempo la fideiussione richiesta alla società per ottenere il ripescaggio; i dirigenti lariani last minute avrebbero comunque fornito direttamente alla Lega Pro garanzie economiche equivalenti (un bonifico bancario in sostituzione), rispetto a quelle della fideiussione stessa che peraltro potrebbe arrivare dopodomani, lunedì.

Bisognerà ora capire in che modo questa opzione sarà interpretata da chi dovrà valutare la domande di ripescaggio. Formalmente c’è sicuramente un problema, inutile negarlo, nella sostanza, sarebbe stato sanato in maniera alternativa con una sorta di dimostrazione di buona volontà da parte del club lariano. I dirigenti  sperano in una scelta per così dire “politica”, considerato che vi sarebbero solo cinque richieste totali con organici di  C  che  non sono comunque completi.

Il paradosso è che se la Lega seguisse  alla lettera le regole il Como rischierebbe di perdere 650.000 euro versati e di rimanere comunque in serie D.

La situazione in casa Prato è disperata:  il sindaco  Matteo Biffoni  è irremovibile e non intende arretrare di un millimetro rispetto a quella che è la sua posizione: la concessione dello stadio  "Lungobisenzio"  resta condizionata al perfezionamento della cessione del Prato a Joseph Romano, che si sarebbe dovuta concretizzare venerdì prossimo.

A queste condizioni, però, rischia seriamente di saltare il ripescaggio. Così come il passaggio societario. Ieri entro le 13,  Toccafondi ha consegnato in  Lega Pro  la domanda. Ma senza la certezza della disponibilità dello stadio è molto difficile che la federazione approvi la richiesta e  l'imprenditore canadese si è tirato indietro.

E dice di essersi stufato di questa situazione: “Sono molto dispiaciuto per i tifosi del Prato. Adesso voglio cercare un'altra squadra da acquistare in Toscana”. Quale futuro adesso? Tutti gli indizi fanno pensare a un Prato fuori dal calcio professionistico dopo 41 anni, con  Toccafondi  ancora alla guida. Lo scenario peggiore possibile per i tifosi biancazzurri, che speravano in un taglio netto con il passato. 

Intanto il Messina attende alla finestra. Se l'obiettivo di Gravina è un torneo a sessanta squadra a prescindere come più volte dichiarato, di sicuro i giallorossi verranno ripescati. Ma anche in riva allo Stretto non sono mancate le sorprese:  gli ex giocatori dell’Acr  2017/2018, molti dei quali già accasati altrove, sono tornati a far sentire la propria voce con un secondo comunicato nel quale hanno nuovamente lamentato il mancato versamento delle mensilità attese.

La squadra vuole fare sapere che, ad oggi, il presidente Pietro Sciotto non ha ottemperato ancora alle pendenze riguardo i rimborsi della passata stagione, non mantenendo fede alle scadenze da lui prefissate, ovvero 20 maggio e 20 giugno. A oggi la squadra è in arretrato, chi di due e chi di tre mensilità, e l’attesa non è più tollerabile."

Chiariamo subito che questa storia non avrà influenze sull'eventuale ripescaggio, ma fa emergere dei seri dubbi sulla consistenza di una società che richiede il professionismo e che non pagherebbe gli stipendi dei suoi giocatori di serie D  (la scusa di alcuni mancati allenamenti con annesse multe non regge). Anche Yeboah, quando gli obiettivi non erano raggiungibili, fu, con una scusa  "mandato in Ghana a seguire il padre malato". Ora a Mantova il giocatore ha "superato un problema che non c'era", semplicemente la dirigenza peloritana non voleva pagarlo più.  Questa prassi in serie D è molto diffusa da sempre.

corona
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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