Il Pisa è pronto per ripartire: destinazione Serie B

Dalla promozione in B del 2016 al rischio fallimento con Petroni, dalla retrocessione in Lega Pro a un mercato esaltante per risalire subito in cadetteria.

di Patrizio Suglia
Patrizio Suglia
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Pisa

Pare che Luca Turinelli, il sindaco di Storo,  quando in un “sabato qualunque“ di luglio si è visto arrivare nel proprio paese in Trentino oltre 1000 tifosi pisani abbia pensato che fosse uno scherzo.  Forse non conosce bene il Pisa e la sua tifoseria, per la quale sobbarcarsi oltre 700 km sotto il sole cocente per assistere ad una semplice amichevole precampionato contro il Carpi è praticamente la normalità. Poco importa che la truppa nerazzurra si sia aggiudicata l'incontro per 1-0 con rete del neo acquisto Maikol Negro. L’importante per quei mille era esserci, perché il motto dei nerazzurri da qualche mese è “Pisa non si piega” e sembra quasi che tutti i tifosi ce l’abbiano tatuato sulla pelle.

Questo viscerale attaccamento alla squadra lo conoscono bene Giuseppe Corrado, Enzo Ricci e Raffaella Viscardi che a dicembre hanno salvato il Pisa, ma sopratutto la città di Pisa e tutti i suoi tifosi passionali, dall'ennesimo fallimento (sarebbe stato il terzo negli ultimi 25 anni) dopo aver conquistato meritatamente e contro ogni pronostico la tanto attesa serie B.

Ma la visita del Pisa in serie B è durata poco più di 9 mesi, l’8 maggio è matematicamente retrocesso in Lega Pro al culmine di una stagione travagliata, figlia di un inizio di campionato in cui le vicende societarie hanno fatto da padrone e che ha visto i neroazzurri iniziare il campionato con gli stessi giocatori della finale di Foggia (che oggi a distanza di un anno si ritrova in serie cadetta). Un mercato di Gennaio sbagliato, fatto di fretta e furia dalla nuova Società sotto le indicazioni di Mister Gattuso, hanno fatto sì che la partita spartiacque di Vicenza (dove il Pisa a pochi minuti dalla fine era in vantaggio per poi farsi riprendere ed essere sconfitto per 2 a 1) diventasse il primo passo verso il ritorno in quella che oramai da anni è diventata l’incubo dei tifosi Pisani, la serie C. 

Ma questa retrocessione ha un sapore diverso, oggi il Pisa riparte da una base solida fatta di programmazione e di molti volti nuovi di proprietà del calibro di Gucher, Di Quinzio, Negro, Ingrosso, per citarne solo alcuni e da un idolo della tifoseria, Umberto Eusepi, dopo che lo stesso bomber nel mercato di gennaio, con un rapporto oramai logoro con Mister Gattuso, era stato ceduto in prestito ad una diretta concorrente per la salvezza (ndr l’Avellino di Mister Novellino); riparte dal suo “bomberone” che arrivato in ritiro con qualche chilo di troppo ha da subito fatto capire che la scelta del Pisa di mandarlo via pochi mesi prima era stata a dir poco avventata.

Eusepi, i veterani Mannini, Lisuzzo e Masucci ed i giovani Peralta, Zammarini e Birindelli sono i pochi giocatori rimasti della sciagurata stagione dello scorso anno. La Società, nelle vesti del Presidente Giuseppe Corrado, del figlio Giovanni e del direttore sportivo Raffaele Ferrara, visto l’enorme danno economico arrecato dalla retrocessione, ha effettuato un’autentica rivoluzione affidando la guida tecnica a mister Gautieri. Oggi il Pisa, a distanza di solo un anno da quella che sembrava dover essere l’ennesima fine del calcio nella città della Torre a causa della paradossale e quanto mai disastrosa gestione Petroni (ad oggi agli arresti domiciliari) – Taverniti, vive una situazione che i tifosi neroazzurri non vedevano da tempo. Una società sempre presente, regolari pagamenti di stipendi, rapporti di sponsorizzazione con realtà multinazionali come Adidas, progettazione del nuovo Stadio, programmazione ed investimento nel settore giovanile, insomma tutto ciò che sembra essere quanto mai normale per una squadra di calcio ma che purtroppo i tifosi neroazzurri non erano più abituati a vedere dai tempi di quello che era e sarà per sempre il punto di riferimento di chi ama questi maledetti colori, Romeo Anconetani.

Fonte: l'autore Patrizio Suglia

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