Pipita-Juventus: doveva proprio finire così?

Il campione argentino lascia Torino e si trasferisce al Milan. Sui social e sul web il saluto e l'affetto di tifosi e compagni

di Giorgio Amato
Giorgio Amato
(9 articoli pubblicati)
Gonzalo Gerardo Higuain

Ufficializzato il trasferimento al Milan, nell'ambiente bianconero circola un'aria strana. Un'aria quasi malinconica, triste. Come se improvvisamente qualcosa fosse venuto meno. Come se in un puzzle perfetto improvvisamente fosse venuto a mancare un pezzo essenziale. 

Gonzalo Higuain, d'altronde, nelle due stagioni trascorse alla Juventus si era distinto dentro e fuori del campo, facendosi apprezzare non solo dagli addetti ai lavori, ma anche e soprattutto dai tifosi.

Un campione stimato e amato da tutti. Mai sopra le righe, sempre pronto a lottare, soffrire e gioire con e per i compagni.

I numeri parlano chiaro: 55 gol in 105 presenze, 2 scudetti e 2 coppe italia alzate al cielo fanno di Gonzalo Higuain uno dei bomber stranieri più prolifici della storia bianconera. 

Gol decisivi in partite importanti, a partire da quello contro la Fiorentina all'esordio nell'agosto del 2016 fino ad arrivare al gol contro l'Inter a San Siro lo scorso 28 aprile, decisivo per le sorti del campionato. Gol che tuttavia non hanno permesso al Pipita di essere riconfermato al centro del progetto anche nella prossima stagione, una stagione che per la Juve dovrebbe segnare l'anno della definitiva incoronazione sulla scena internazionale, considerati gli investimenti fatti sul mercato.

L'approdo in bianconero di Cr7 ha, nello specifico, posto Higuain di fronte ad una scelta: continuare a recitare un ruolo da comprimario nella squadra di cui era il simbolo fino a qualche mese prima o cercare nuovi stimoli altrove, magari in un grande club in cerca di rispolvero?

Ecco che il Pipita, forse a malincuore, ha preferito la seconda opzione.

Lasciando dunque la Juventus, Gonzalo lascia anche una parte di sé stesso. Lascia negli occhi dei tifosi i ricordi stupendi di due anni fantastici trascorsi a Torino. Lascia nei compagni e nel gruppo l'immagine di un campione, ma sopratutto di un uomo, che ha saputo lottare e onorare la maglia fino alla fine. 

Da domani nuovi tifosi lo acclameranno ed esulteranno ai suoi gol. I tifosi bianconeri, invece, attenderanno di rivederlo allo Stadium per tributargli con un grande applauso il dovuto riconoscimento.

  

 

Fonte: l'autore Giorgio Amato

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