Calcio e polemiche: ma perché non iniziamo a punire anche le provocazioni?

Cambiare e punire certi comportamenti in campo (e fuori) per stemperare il clima negli stadi italiani

di Luca Panini
Luca Panini
(2 articoli pubblicati)

Si è parlato tanto in questi giorni di razzismo e violenza nel calcio e più in generale anche di quel clima di sfida e di insulto che si alza da tutte le tribune degli stadi italiani. È noto che tanta gente si reca negli stadi per urlare, offendere e sfogare i propri sporchi istinti verso arbitri e avversari, con la certezza di rimanere pressoché impunti, un po’ come succede ormai sui vari social network. Perché quindi non sono i primi protagonisti, i calciatori, a non dare l’esempio? Cosa voglio dire: in una normale partita di calcio sappiamo tutti quanto contino al fine del risultato provocazioni e “trucchetti del mestiere” che tutti i giocatori ormai mettono in campo sin dai primi calci al pallone. Perché per vincere (o spesso, per non perdere) bisogna sempre ricorrere e questi mezzucci? Avete presente quando c’è una rimessa laterale per la squadra A e puntualmente quello della squadra B prende la palla, si riposiziona, poi magari (se va bene) la consegna all'avversario? Avete presente quando uno vuole battere una punizione velocemente e non può perché qualcuno gli si mette davanti? O ancora, ricordate fino a poco tempo fa quando le barriere passo dopo passo guadagnavano sempre un metro? E vogliamo parlare dei finti infortuni per guadagnare tempo o delle simulazioni? Potrei insomma continuare all'infinito. 

Perché ci deve essere sempre questo clima del “io sono più furbo di te”? Sì, è vero, siamo in Italia e questo purtroppo è un problema in generale di tutta la nostra società, ma provare a cambiare le cose non guasterebbe, soprattutto se fosse uno strumento come il calcio a fare da apripista. Con questo ovviamente non sono qua a giustificare certi comportamenti da parte del pubblico, però siamo tutte persone “incediate” dal sacro fuoco del del tifo, e francamente vedere giocatori prendere per fondelli i propri colori può dare fastidio ed innescare una serie di eventi sicuramente spiacevoli. Prendiamo esempio da campionati come l’NBA o ambienti come il rugby: cominciamo a punire provocazioni e tutti quei comportamenti da furbetti che con la sportività c’entrano poco nulla. Diamo dei segnali in questo senso: magari non servirà a nulla ma almeno qualcosa magari cominciamo a muovere.

Mourinho
Fonte: l'autore Luca Panini

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