Argentina fuori senza appello: ora Leo è fuori dal podio della storia

Messi esce leggermente ridimensionato dal suo ultimo (?) Mondiale

di Enrico Fattizzo
Enrico Fattizzo
(8 articoli pubblicati)
Argentina v Haiti - International Friend

Uno dei giochi preferiti di chi coltiva una passione è stilare le classifiche dei più grandi interpreti di uno sport, di un'attività artistica o altro. E allora giochiamo. In questo articolo parliamo della classifica dei più grandi calciatori della storia. Ci sono dei criteri ispiratori per fare ciò? Naturalmente, non esiste una verità assoluta che possa poggiare su alcuni parametri matematici o algoritmi oggettivi, ma alcuni criteri fondamentali, ancorché soggettivi, si possono individuare. Il primo parametro di valutazione, evidentemente, è il valore assoluto del calciatore. Poi, nonostante sia complicato attribuire meriti individuali in base alle vittorie di squadra conseguite, si deve valutare cosa abbia vinto un calciatore e quanto abbia inciso in quelle vittorie. Ed è di tutta evidenza che ci sono vittorie e vittorie.

Un mondiale non vale quanto una coppa nazionale. Infine, last but not the least, la longevità ad alti livelli. Dasaev (portiere dell'Unione Sovietica di trent'anni fa), Dida e Julio Cesar hanno raggiunto i livelli di eccellenza di Buffon, ma solo per pochi anni, mentre l'ormai ex portiere bianconero lo ha fatto per oltre vent'anni. Baresi e Maldini sono paragonabili per grandezza, ma il primo è stato un top mondiale per sette-otto anni, il secondo per circa venti... Individuato il ventaglio di parametri da utilizzare (valore assoluto, palmarès e longevità), a parere di chi scrive, Messi lascia il podio della storia che aveva guadagnato da un po' di anni. Maradona, Pelè, Messi: questo era il nostro podio prima di questo Mondiale. La carriera della Pulce rimane folgorante (in effetti se uno scende dal terzo al quarto o al quinto posto della storia, rimane un fuoriclasse assoluto), ma disputare quattro Mondiali senza mai segnare nelle gare ad eliminazione diretta e, soprattutto, senza mai brillare particolarmente, inevitabilmente preclude il podio della storia del calcio. In questa rassegna iridata, Messi è sembrato in fase calante, non più esplosivo come una volta quando parte palla al piede per seminare avversari, svuotato e un po' svogliato, sconfortato e quasi rassegnato.

Alcune istantanee proiettate in tutto il pianeta, ci hanno offerto l'immagine di un fuoriclasse con poca personalità e capacità di leadership (quella caratteriale e non quella tecnica), spesso immortalato a camminare stancamente in attesa del pallone, privo di forza e di quella volontà di ribaltare il destino e sovvertire l'inerzia negativa. E anche per questo Messi cede qualcosa se si pensa ad altri fuoriclasse immensi che sapevano coniugare la grandezza tecnica con una spiccata personalità che rendeva più forti anche i compagni di squadra. Pertanto, Messi abbandona il podio della storia. I vari Cruijff, Di Stefano e Platini incalzano minacciosi...

Fonte: l'autore Enrico Fattizzo

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