Nuovo campionato ma vecchie abitudini

Le vittorie di Juventus e Napoli hanno aperto la serie A. Protagonisti della serata anche le discutibili iniziative dei tifosi dell'Hellas e della Lazio

di Antonio Siracusa
Antonio Siracusa
(106 articoli pubblicati)
Comunicato tifosi lazio

Siamo stati "distratti" dalla frenesia e dalla voglia di veder ripartire il campionato più incerto e avvincente degli ultimi anni, che ci siamo dimenticati di loro. Pronti via, abbiamo subito assistito a due partite avvincenti e spettacolari, con la vittoria sofferta all'ultimo respiro della Juventus a Verona e il convincente successo del Napoli all'olimpico contro la Lazio. Ma puntuali, ecco balzare alle luci della ribalta, quella piccolissima frangia del tifo organizzato che ha solo voglia di sentirsi protagonista a discapito della stragrande maggioranza di coloro che fanno parte di una fondamentale e imprescindibile componente del calcio: il tifo.

A Verona  arriva la Juventus con il più grande e atteso di tutti. Biglietti polverizzati in poche ore per assistere alla prima di Ronaldo nel nostro campionato. Eppure balza all'occhio, da subito, quella curva sud desolatamente vuota. 2700 seggiolini rimasti deliberatamente invenduti e sottratti a tutti coloro che avrebbero voluto presenziare all'esordio di un campionissimo che non si vedeva da decenni nel nostro campionato. Prefettura e comune hanno deciso di tenere quella zona dello stadio vuota per motivi di ordine pubblico e di sicurezza, accogliendo, di fatto, la richiesta dei tifosi dell'Hellas, che avevano espressamente esternato la volontà che la "loro" curva rimanesse vuota, perché essendo un luogo a loro sacro, non puo' essere violato dalla presenza di tifosi delle altre squadre. E ancora una volta hanno vinto loro. Un episodio inaccettabile, ancor più visto che lo stadio Bentegodi mi risulta essere di proprietà del comune, e come tale, quindi, è un luogo pubblico, e come tale, pertanto, accessibile a tutti.

Decisamente molto più grave ciò che è successo a  Roma, nella curva nord dello Stadio Olimpico. Quì è apparso un delirante comunicato che vieta alle donne la possibilità di accomodarsi nelle prime file. Motivo? Anche in questo caso si parla di sacralità del luogo, e in più la si definisce come zona di trincea!!! Se avessero la fortuna di avere ancora i nonni o i bisnonni in vita, farebbero meglio a farsi raccontare da loro cosa vuol dire vivere in una trincea...questo fantomatico comunicato chiude poi invitando tutti coloro che volessero passare una serata romantica a dirottare su villa borghese, piuttosto che lo stadio, o nella fattispecie la curva. Roba da Medioevo moderno. Anche lo stadio Olimpico non mi risulta essere di proprietà di alcuna società calcistica, ma bensì del coni, e quindi, anche l'impianto romano è un luogo pubblico fruibile a chiunque, senza che qualcuno lo possa interdire a chicchessia.

La curva vista come luogo sacro dunque. La curva vista come un posto, almeno nella parte più esposta, solo per uomini "veri"... Lo stadio visto come una trincea, e non come la pensano la stragrande maggioranza dei tifosi che lo frequentano, come un posto dova si va a tifare con passione la propria squadra, o per ammirare i grandi campioni.

Mi piacerebbe vedere nelle prossime partite casalinghe del Chievo la curva sud aperta. Vorrei notare, nei prossimi match interni della Lazio, una presenza femminile massiccia nelle prime file della curva nord, per lanciare un messaggio chiaro una volta per tutte a questi pseudo tifosi. Non potete condizionare e vietare niente a nessuno. Sono altresì convinto che la maggior parte del tifo organizzato sia composto da gente per bene, e che, grazie alle loro spettacolari coreografie e al tifo appassionato, siano una parte importantissima ed integrante di questo, che e' bene ricordare sempre, e' solo un bellissimo gioco.

Fonte: l'autore Antonio Siracusa

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