Nostalgia del calcio di un tempo pieno di storie e di uomini veri!

Ormai seppellito da TAR, dirigenti parossistici, social network e trucchi finanziari, il nostro sport preferito vive una agonia che sembra senza ritorno...

di Alan paul Panassiti
Alan paul Panassiti
(163 articoli pubblicati)
Rozzi

La verità è che non mi diverto più: mi manca tantissimo il mondo che vedevo quando ero piccolo. Quando vedo il calcio, lo sport in genere, e tutto quello che mi circonda al giorno d'oggi, mi sale una incredibile tristezza!

Come è possibile? Siamo riusciti in questi ultimi venti anni a rovinare tutto con  scelte,  dirigenti inadeguati, e un degrado istituzionalizzato che una modernità noiosa e pedante (e non sempre migliore del passato) ha contribuito a rendere tale.

Sono una persona vecchia, ormai vintage in tutto e per tutto, tant'è che sto collezionando Subbuteo, come se non ci fosse un domani, perché quando ero piccolo non mi potevo permettere quasi nulla di quegli omini che torturavo a punta di dito sul mio campo maciullato dal mio gatto Ulisse.

Il calcio di un tempo era meraviglioso! Guardavo le telecronache sulla Rai delle partire di Coppa, mi affascinavano gli ambienti ostili in trasferta quando la voce telefonica del telecronista di turno si confondeva con le urla dei tifosi che strombazzavano e battevano le mani in campi strapieni dove non esisteva capienza che bastasse.

E mi ricordo, con dispiacere perché ora non è più possibile,  che non esisteva nessuna tessera del tifoso e che si andava allo stadio anche pochi minuti prima acquistando il biglietto e portandosi i propri figli piccoli (di circa 20 anni) spacciandoli per adolescenti o bambini pur di non farli pagare.

E le società non fallivano, non esistevano le plus valenze e gli imbrogli che ci sono ora: i giocatori prendevano il loro nero e stavano zitti, se si rompevano vendevano allegramente le partite e ogni tanto succedeva qualche scandalo ma la gente ci andava comunque allo stadio.

Perché quello era uno spettacolo vero, non esistevano ammonizioni per falletti di mano: si rompevano gambe e tibie come se non ci fosse  un arbitro, e prima di cacciare qualcuno dal campo bisognava attendere il decesso del giocatore colpito a sangue dal rude difensore di turno.

E non esistevano i "buu" razzisti, si diceva e si insultava qualsiasi avversario. Ed era bello. Era lecito. Ti sfogavi! Durante un derby Messina Catania mi ricordo anche un frigorifero lanciato dentro il campo per protestare con un guardialinee che non aveva segnalato un fuorigioco: il recupero poi non si segnalava mai perchè era sconosciuto ai più.

Le giacchette dei "cornuti" che arbitravano e che erano perennemente oggetto di lanci di oggetti di ogni genere, erano sempre nere: a volte per protesta si invadeva anche il campo. Ma era carattere, poi a parte qualche scappellotto e non succedeva nulla.

Vincere fuori casa era una impresa anche per la Juventus, le trasferte erano giocate in un clima di vero assedio e intimidazione e i giocatori erano veri uomini che uscivano spesso con le ossa rotte dopo battaglie scandalose. Spesso ci si accordava per un pareggio e c'era la famosa melina, a fine campionato, che durava quaranta minuti.

I social non c'erano, i giocatori erano considerati quasi degli eroi e la domenica si giocava tutti allo stesso orario e non c'era ne anticipo ne posticipo. Poi sono arrivati Sky, Mediaset e chi più ne ha più ne metta. Lo spettacolo è diventato scialbo e noioso.

Prima era bello vedere quei presidenti vulcanici come Rozzi esaltarsi una volta tanto per avere cacciato un tecnico, era un hobby, per ottenere una salvezza. C'erano mecenati dello sport, e anche sottrattori di soldi, che non sapevano una parola di italiano come Lugaresi, Bellomo e i fratelli Massimino.

C'erano le bombe di  Eder, e l'era di Platini e Maradona, c'era stato il mondiale di  Spagna che fece diventare eroi un uomo, Bearzot , e una serie di soldati straordinari e che ci costrinse a scendere in piazza in canottiera.

Ora non c'è nemmeno una nazionale, non si sa mai quante siano le squadre per categoria, tutto si decide prima via sociale e imbrogliando sui conti. E' tutto molto triste. Il calcio si è completamente sgonfiato a forza di wags  e di selfie senza apparenti meriti sportivi. Ma questa è un'altra storia.

Atlante
Fonte: l'autore Alan paul Panassiti

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2 COMMENTI

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  1. Alan Paul Panassiti - 2 mesi

    ti ringrazio

  2. Lewis_Fucile - 2 mesi

    Il Subbuteo è sempre il gioco del calcio più bello! Mi hai fatto divertire e ricordare il calcio che fu!

Gazzetta Fan News

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