Non sarà con i nostri tecnici che le sudamericane torneranno a vincere

Riflessione sull'articolo di Ciro Balestrieri: "Perché le Nazionali sudamericane sono già fuori dal mondiale?"

di Roberto Rossi
Roberto Rossi
(35 articoli pubblicati)
Italy v Argentina - International Friend

Perché le nazionali sudamericane, nonostante la bontà del materiale tecnico, hanno fallito l'appuntamento mondiale?

Se lo chiede Ciro Balestrieri, Master Fan Journalist su Gazzetta fan news (qui il suo articolo), secondo il quale "se le nazioni sud americane vogliono avere serie chance di vittoria, dovranno cominciare ad affidarsi ad allenatori di alto livello". Ho trovato il tema interessante, ma la soluzione a cui l'articolo giunge ha finito con l'aprire la strada ad altre riflessioni.

Innanzitutto,  è stata vera crisi? Se consideriamo le tre principali nazionali ci rendiamo conto che tutte hanno superato la fase a gironi, due sono state eliminate agli ottavi e la terza ai quarti di finale.

L'Argentina ha sicuramente fallito, ma la colpa non è certamente da addebitare ad una scarsa conoscenza del "grande calcio" da parte di Sampaoli, che in Champions League - il grande calcio a cui Balestrieri fa riferimento - ha messo piede alla guida del Siviglia. Probabilmente le cause del clamoroso tonfo hanno ragioni più profonde di quel che riusciamo scorgere da fuori, dopotutto Sampaoli non è che l'ultimo di una lunga serie di commissari tecnici avvicendatisi nell'ultimo periodo che non hanno saputo dare un'identità alla selección.

Di certo non ha fallito l'Uruguay del maestro Tabarez, tutto costruito intorno al talento delle sue stelle, Cavani e Suarez. Perduto il centravanti del PSG si è trovato ad affrontare una Francia ricchissima di talento con il modesto Stuani. Non gli si poteva chiedere di più.

Arriviamo a Tite. Il Brasile è stato superato ai quarti di finale da una squadra, il Belgio, che in quanto a talento non ha molto da invidiargli ma anche qualche anno in più di esperienza sulle spalle (fatta anche di delusioni come quella che stanno vivendo i verdeoro). Visto il gioco del Brasile a Tite si possono fare solo i complimenti.

Balestrieri - dicevamo - sostiene che le colpe dei fallimenti - veri o presunti - vadano cercate all'interno delle federazioni sportive, ree di scegliere allenatori estranei al calcio che conta - il nostro, ovviamente -, preferendo tecnici indigeni agli europei, "indubbiamente quelli maggiormente preparati".

Alla luce di quanto scritto sopra, il problema non è più quello iniziale, ma riguarda la soluzione che ci viene prospettata: avrebbe senso di un mondiale privato del fascino del confronto tra scuole calcistiche. Significherebbe ridurlo un ad uno scontro tra squadra rossa e squadra blu, privandolo dell'elemento culturale. 

La scelta di affidarsi ad un profeta straniero non sempre dà i risultati sperati, l'Inghilterra ad esempio, non ha tratto alcun giovamento dal mettere in panchina tecnici di fama internazionale come Eriksson e Capello. E, a proposito di Inghilterra , la Premier League, campionato simbolo del calcio più evoluto, non è mai stata vinta da un tecnico inglese, ma da un sudamericano sì, il cileno Manuel Pellegrini.

Brazil v Mexico Round of 16 - 2018 FIFA
Fonte: l'autore Roberto Rossi

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1 COMMENTI

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  1. C Balestrieri - 2 anni

    Grazie per il tuo articolo di risposta, rende tutto più interessante (qui trovi la mia di controreplica: http://gazzettafannews.it/calcio/sudamericane-ai-mondiali-botta-e-risposta/)

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