Neymar, un calciatore come gli altri che vale 222 milioni di euro

L'affare tra Barcellona e PSG della scorsa estate è stato, ad oggi, il più costoso della storia del calcio: ma cos'ha fatto O'Ney per valere tutti quei soldi?

di Nicola Avolio
Nicola Avolio
(18 articoli pubblicati)
Brazil v Switzerland Group E - 2018 FIFA

Neymar da Silva Santos Júnior, conosciuto ai più semplicemente come Neymar, è, da 7 anni a questa parte, uno dei calciatori che si sta prendendo la scena del calcio mondiale, sulla bocca di tutti e uno dei più talentuosi assi brasiliani in circolazione nell'ultima era calcistica; 26 anni, classe 1992, vanta nel suo palmarès personale due vittorie in Liga con la maglia del Barcellona (2014/15 e 2015/16), una Champions League (2014/15), sempre con i blaugrana, una vittoria in Ligue 1 con il PSG (2017/18) e un oro alle Olimpiadi di Rio del 2016; la scorsa estate si è trasferito dal Barcellona al PSG per la "modica" cifra di 222 milioni di euro, facendone quindi il trasferimento più oneroso della storia del calcio mondiale.

Un trasferimento che ha fatto discutere e sta facendo discutere ancora molti appassionati del mondo del pallone, specie in occasione del Mondiale di Russia, in cui il suo Brasile è stato eliminato ai quarti dal Belgio di Hazard e Lukaku, e in cui le prestazioni di O'Ney, nonostante i 2 gol e i 2 assist, non sono state proprio brillanti, anzi, in più occasioni, specie nei momenti di maggior difficoltà della sua Nazionale, il fantasista brasiliano non si è quasi mai messo in luce, e nello stesso quarto contro il Belgio è stato giudicato uno dei peggiori in campo. Verrebbe quindi da chiedersi: li vale davvero tutti quei soldi? Quanto vale in campo? Alla sua stessa età, Maradona vinceva, praticamente da solo, il Mondiale in Messico dell'86, Messi ha vinto per 6 volte il titolo nazionale con il Barcellona, tre Champions League ed è stato nominato per 4 volte Pallone D'Oro, Cristiano Ronaldo era al suo primo anno al Real Madrid e si accingeva a consacrarsi come calciatore più forte al mondo, dopo aver già vinto tre Premier e una Champions con il Manchester United e un Pallone D'Oro; e potremmo continuare parlando di Cruijff, che negli anni '70 si accingeva a cambiare la storia del calcio con le maglie di Ajax e della nazionale olandese, Baggio era diventato come una divinità per i tifosi italiani, Rivera e Van Basten avevano personalità e carisma da vendere, Best era diventato un idolo per la sua generazione e Ronaldo "il Fenomeno" incantava tutti con le maglie di PSV, Barcellona e Inter. E potremmo andare ancora avanti, ma vabè, avete capito il nesso, insomma.

Il fatto è che Neymar, oltre che alcune tacchettate e numeri da circo, non può essere considerato ancora un giocatore decisivo, e più volte ne ha dato dimostrazione, sia con la maglia del Brasile (imbarazzante la statistica secondo la quale O'Ney avrebbe trascorso all'incirca 14 minuti a terra nel corso del Mondiale in Russia tra tutte le partite giocate, vale a dire il 4% dei minuti totali trascorsi in campo tra fase a gironi e quarti di finale) che con quelle di Barcellona e PSG (che, diciamolo francamente, eccezion fatta per PSG, Monaco, Lione e Marsiglia, non è che si possa definire un campionato così competitivo).

Certo, acquistandolo, il PSG ha spostato e non poco gli equilibri del calcio mondiale, soprattutto per la reazione a catena che si è venuta a creare, ma avrà cambiato ben poco il corso della storia di questo giocatore che, ad oggi, risulta ancora un sopravvalutato. E significative sono le dichiarazioni di Pelè che, un paio d'anni fa, affermò: "Pensa troppo ai suoi capelli, alle sue meches, prima che al calcio". Beh, visti i risultati e i riconoscimenti ottenuti finora da O'Ney, non è che "O Rey" Pelè avesse poi così tanto torto. 

Fonte: l'autore Nicola Avolio

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