Nesta e Grassadonia, il futuro è dalla loro parte

I due allenatori propongono calcio. Hanno un modulo di riferimento, ma sono abili e camaleontici nel cambiare in corsa

di Raffaele Garinella
Raffaele Garinella
(11 articoli pubblicati)
Empoli v Perugia

All’allenatore ideale preferisco un’idea di allenatore e, soprattutto, un tecnico che abbia idee. Prendiamo in prestito le parole di Roberto Beccantini-, da un articolo dell’ultimo Guerin Sportivo-, per spiegare le motivazioni che ci portano ad apprezzare Alessandro Nesta e Gianluca Grassadonia. In un calcio dove si pensa spesso solo al risultato, bisognerebbe osservare il modo con cui scendono in campo le squadre. I moduli, che siano 4-3-1-2 piuttosto che 3-5-2 o 4-3-3 e via discorrendo, sono solo numeri sulla carta. L’importanza è data dagli interpreti e dalla loro abilità nell’essere parte integrante di un gruppo dove l’allenatore conta, e non poco. Prendiamo ad esempio Alessandro Nesta e Gianluca Grassadonia, allenatori di Perugia e Foggia, fedeli esclusivamente all’idea di un calcio propositivo. 

Hanno adottato un modulo base, questo è indubbio, dimostrandosi comunque camaleontici, bravo nel mutare non solo il colore,-come il celebre rettile-, ma anche la pelle della loro squadra. Nesta è partito con il 3-5-2, modulo che ha accompagnato la squadra fino alla sesta giornata. Nell’intervallo della gara di Cosenza, il tecnico biancorosso ha concepito l’idea del 4-3-1-2, estraendo un coniglio dal cilindro con la destrezza di un’abile mago. Nesta ha reso il centrocampo meno statico grazie all’importante lavoro di Dragomir e Kingsley, ai quali si è aggiunto Falzerano nel mercato di gennaio. Belle partite, giocate quasi sempre a viso aperto contro qualunque avversario.  Con le mezzali a correre e pressare, l’ex mezzala Verre si è liberato dai compiti di marcatura, ed ha dato sfogo alla sua classe sopraffina. In alcune occasioni è forse mancato quel cinismo visto a Carpi e Padova che ha impedito al Perugia di essere più in alto in classifica. 

Peccati di gioventù, d’altronde giovane è la squadra, dotata di grandissima qualità, giovane è l’allenatore, destinato ad una grande carriera. Il mercato ha ulteriormente arricchito il centrocampo, forse il reparto più forte del Perugia. Detto di Falzerano, che a tanti ricorda Soldatino Di Livio, da Foggia è arrivato Marco Carraro. Il giovane regista, -si tratta di un ‘98-, ha dettato i tempi di gioco con solerzia e maestrìa degne di un veterano. 

Spostandoci nella Capitanata, Grassadonia è partito con il 3-4-2-1, modulo con cui il suo Foggia bello e battagliero ha sovrastato il Carpi. Loiacono, Busellato, Carraro,- come scritto ceduto poi al Perugia-, Kragl a protezione dei due trequartisti Cicerelli e Chiaretti.  In attacco il giovane e promettente Gori, passato a Livorno, come unica punta.La metamorfosi dei Satanelli al 3-5-2 si è registrata nella gara casalinga contro il Padova, vinta per 2-1. Fuori Chiaretti, Cicerelli e Gori, dentro Gerbo, Deli, Galano e Mazzeo. Modulo elastico, propenso alla trasformazione in quel 3-5-1-1 che tanto male ha fatto al Benevento. Gli stregoni sono stati colpiti ed affondati tra le mura amiche da Kragl, Camporese e Galano, arretrato dietro l’unica punta Mazzeo

Sporadicamente si è visto anche il 4-3-1-2, come contro lo Spezia, fermato sullo 0-0 tra le mura amiche. In quella circostanza c’era il trequartista Chiaretti a lanciare Mazzeo e Sua Maestà Pietro Iemmello. Modulo riproposto nel pari casalingo contro il Venezia, poi divenuto 4-3-2-1 nella disfatta di Livorno che, di fatto, ha scritto la parola fine sulla prima epoca Grassadonia

Con l’esonero di Padalino e il ritorno del tecnico di Salerno, si sono rivisti il 3-5-2 in due occasioni (quattro punti) ed il 4-4-2 (a Brescia, sconfitta immeritata). I due allenatori hanno dimostrato, pur avendo uno schema base, di essere bravi, coraggiosi e saggi nel cambiare in corso d’opera. Entrambi avranno seguito i consigli di Osho, maestro spirituale indiano. Non serve creare idee assolute, meglio rimanere flessibili. Una cosa buona oggi, non è detto che lo sia domani. La vita è un continuo cambiamento, figuriamoci il calcio.

Novara Calcio v FC Pro Vercelli - Serie
Fonte: l'autore Raffaele Garinella

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