Nel calcio del domani ci sarà ancora posto per le “bandiere”?

Il recente addio tra De Rossi e la Roma innesca la domanda se in futuro ci saranno ancora storie di calciatori e club pronti a legarsi in modo inscindibile

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(121 articoli pubblicati)
AS Roma v Real Madrid - UEFA Champions

Ci sono momenti in cui alcuni interrogativi si fanno urgenti viste anche le circostanze contingenti. Nella settimana che ha visto la separazione tra Daniele De Rossi e la Roma la domanda che s'è legittimamente levata da più parti è se ci possa essere ancora spazio in futuro per le cosiddette "bandiere" nel mondo del calcio. Divenire una "bandiera" ossia una specie di totem per un calciatore il quale decide di legare il proprio destino a quello di un determinato club non è affar semplice in un mondo e in un calcio sempre in continua evoluzione.

Molti simboli sono crollati o hanno mutato forma nella società contemporanea anche in virtù di istanze generali che spesso hanno agito per deporre valori ideali sulla base di ragionamenti economici. Le società calcistiche oramai più simili a grandi aziende prendono decisioni mosse anche da logiche che vanno oltre al confine dello sport in senso stretto; l'amministrazione di una struttura a volte addirittura quotata in borsa impone scelte strategiche di un certo tipo così come va ribadito il fatto che le proprietà della quasi maggioranza dei club mondiali sono sempre più sovente slegate da vincoli familistici o di tradizione tramandata di generazione in generazione  e tutto questo fa sì che determinate scelte non risentano di alcun tipo di qualsivoglia "debito storico" nei confronti di calciatori che hanno speso molti anni tra le fila di quel determinato club ma che la carta d'identità non consente più di considerare quali attori protagonisti tenuto conto inoltre del fatto che magari in quel lasso di tempo la presidenza della società ha visto succedersi differenti cambi al vertice.

Nomi come Sandro Mazzola, Gigi Riva, Gianni Rivera, Paolo Maldini, Alessandro Del Piero e Francesco Totti solo per citarne alcuni sono per tutti l'emblema lampante del ragazzo diventato uomo con gli stessi colori addosso.

E allora viene da domandarsi se calciatori di questo calibro hanno saputo e potuto compiere una scelta di vita così radicale e genuina perché tal cosa non possa ripetersi oggi e magari domani? La risposta chiaramente non può essere tesa a negare il fatto che anche in futuro giovani che si affacciano alla ribalta della prima squadra sapranno diventare "bandiere" ma non va neppure nascosto la condizione che ciò sia più complesso.  Questo per quanto scritto nel paragrafo precedente proprio perché il calcio è molto più fluido e liquido rispetto al passato così come sono chiamati ad esserlo i propri protagonisti comprese le società a cominciare da quelle più piccole le quali sono spesso costrette a dover rivendere i giocatori migliori pena la loro stessa sopravvivenza finanziaria nel mondo professionistico. 

D'altro canto i calciatori stessi solleticati dall'idea di poter avere un ingaggio più alto oppure di avere la possibilità di ambizioni di vittoria  maggiori si rendono protagonisti di addii inattesi e strappalacrime che gettano nello sconforto tifoserie intere.

Ammainare le "bandiere" è un gesto che porta tristezza in quanto indica un capitolo che si sta chiudendo ma dietro ogni azione intrapresa c'è sempre una decisione presa da parte di un club o di un calciatore che andrebbe accettata per quello che è senza dietrologie capendo che a volte le scelte possono essere prese in momenti particolari vissuti dai vari soggetti in questione.

La risposta all'interrogativo di fondo è però che nonostante le continue variazioni dell'universo calcio in futuro sarà ancora possibile vedere giocatori divenire "icone" di una squadra entrando in osmosi con essa e questo sarà proprio possibile in quanto il calcio è un gioco e a giocare si inizia sin da piccoli e proprio perché i bambini di oggi così come quelli di ieri e di domani sognano e continueranno a sognare di poter indossare un giorno la maglia della squadra del cuore questa "scintilla" d'amore puro e sincero saprà costruire ancora storie di uomini mossi dalla passione verso una storia ed un cammino comune.

AC Milan v AS Roma - Serie A
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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