Nazionale Italiana di calcio: ricordi di un’estate magica

Profumo di Europei nell'aria, ma la nostra Nazionale tornerà a splendere? per farlo può prendere esempio dalla sua rivale tedesca?

di Matteo Milocco
Matteo Milocco
(21 articoli pubblicati)
Italia campione del mondo 2006

Nel 2006 la Nazionale italiana portò in cielo la Coppa del Mondo, ora a distanza di 13 anni la rosa a disposizione del tecnico è completamente cambiata. Il tempo è passato, ci sono stati degli inesorabili addii e delle trasformazioni che hanno portato a rivedere lo stesso gioco espresso in campo dai giocatori. Basti pensare che, sia nel 1982 che nel 2006 (anni in cui abbiamo vinto il Mondiale), l'età media dei giocatori schierati in formazione era di 28 anni. 

Attualmente l'asticella di "anzianità" si ferma a 25,83 anni, complice il fatto che, nel frattempo, alcuni veterani hanno appeso gli scarpini al chiodo. Per ritrovare una squadra più giovane rispetto all'attuale, dobbiamo tornare indietro alla stagione 1988/1989, la stessa di un certo BaggioBaresi e Mancini solamente per citarne qualcuno, in cui non si superavano i 25 anni.

Ma calcoli a parte, non allontaniamoci oltre il 2006, l'anno storico per la Nazionale Italiana, l'anno della beffa per quella Tedesca. Era una calda estate, tutti se la ricordano perfettamente, quando siamo riusciti ad alzare la Coppa del Mondo sotto il cielo di una magica Berlino, battendo ai rigori i nostri "cugini-nemicifrancesi. Come tutte le cose più belle però, quella magia è durata relativamente poco, già quando nel 2010 in Sud Africa non siamo stati in grado da campioni in carica, di difendere il titolo, uscendo direttamente al primo turno.

Si è parlato, e se ne parla ancora molto, di ricambio generazionale, a causa anche dei risultati scarsi che la squadra ha saputo offrire, fatto eccezionale per gli Europei disputati in Polonia e Ucraina del 2012, nel quale la nostra Nazionale è riuscita ad arrivare in finale, dove però non ha potuto fare nulla contro una Spagna in ottima forma. 

Negli ultimi anni comunque, molte squadre di calcio (e non solo in ambito calcistico), hanno avuto diversi problemi legati alla rotazione di giocatori chiave in formazione. Situazione invece ben diversa per la Nazionale Tedesca, che grazie ad una serie di risultati positivi messi a segno negli ultimi anni, è diventata una squadra di vertice proprio grazie alla sua continuità unica

Seconda agli Europei del 2008terza ai Mondiali del 2010semifinalista agli Europei del 2012campione del mondo nel 2014semifinalista agli Europei del 2016 e vincitrice della Confederations Cup del 2018. Tutto ciò grazie alla minuziosa ricerca e professionalità che sta alla base della selezione dei giocatori per la Nazionale, dai titolari fino alle riserve e ai giovani, a cui vengono fatti disputare partite e tornei minori per testarli e prepararli alla vera e propria Nazionale maggiore. 

Questo sistema fu messo in atto dopo il disastroso Europeo del 2000, nel quale la Germania si presentò da campione in carica, ma venne eliminata da ultima del proprio girone senza ottenere nemmeno una vittoria. Il problema principale fu che quegli stessi giocatori, più vecchi di quattro anni, non garantivano lo stesso rendimento e non c’era ancora nessuno in grado di rimpiazzarli adeguatamente. Già nel 1998, l'ex allenatore Vogts parlò del mancato ricambio generazionale sostenendo il bisogno di adottare misure drastiche per cambiare il sistema calcistico tedesco, che ormai non era più al passo con i tempi. Il risultato degli Europei del 2000, alla fine, convinse tutti che fosse necessario fare qualcosa, e qualcosa si è fatto. Ma la Nazionale Italiana, può prendere allora esempio dalla tanto temuta, ma anche vinta, Die Mannschaft

Sicuramente, come in tutti gli ambiti, si possono e si devono far proprie le tecniche da chi ottiene dei risultati migliori dei nostri. Finanziare i club per migliorare le strutturespecializzare lo staff e innovare le attrezzaturepotenziare gli osservatori per non farsi sfuggire nessun campione del domani. Questi sono solo alcuni accorgimenti che potrebbero aiutare a ricostruire una squadra forte e capace e a trovare un collante adatto per avere come obiettivo dei risultati di spessore

Italia campione del mondo 1982
Fonte: l'autore Matteo Milocco

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