Napoli, onore ai vinti: Hamsik capitano vero

Quando arrivare secondi non è sempre una sconfitta

di Mino Deiaco
Mino Deiaco
(56 articoli pubblicati)
SSC Napoli v UC Sampdoria - Serie A

Il nostro personaggio della settimana è Marek Hamsik. In realtà lo meritava molto di più il funambolo della Juventus Douglas Costa che in quest’ultima parte della stagione si è rivelato il giocatore più in forma del campionato, e decisivo per la conquista del settimo scudetto consecutivo dei bianconeri. Forse, un po' in controtendenza vogliamo celebrare anche i vinti, si i vinti, che non sono sempre gli sconfitti.

In Italia vi è la cattiva abitudine di considerare ogni manifestazione sportiva, in particolar modo quelle calcistiche, come delle battaglie che si facevano ai tempi dei romani al Colosseo, dove c’è un vincitore che viene esaltato dalla folla ed uno sconfitto che viene condannato a morte.

Lo sport non è questo, lo sport non deve trasmettere questi valori. Lo sport è vita, è voglia di spingersi oltre i propri limiti, è sacrificio, è passione, è saper affrontare l’avversario nel massimo rispetto per chi condivide come te gli stessi valori. E alla fine della sfida, la vera vittoria è aver messo l’anima in quello che si è fatto.

Marekiaro Hamsik incarna bene l’ideale di sportivo perfetto. Capitano di un Napoli che ha lottato per tutto il campionato ad armi pari contro la corazzata bianconera. A Napoli, e non solo, lo adorano: per la sua umiltà, il suo attaccamento alla maglia, la sua professionalità. Mai una parola fuori posto, mai un atteggiamento sbagliato, esempio dentro e fuori dal campo. Ieri ha segnato il suo 100 gol in serie A.

Anche il pubblico del San Paolo a fine partita ha applaudito il suo capitano insieme ai suoi compagni nonostante avessero perso lo scudetto. E l'hanno fatto perché li hanno guardati negli occhi: stremati, sfiniti, esausti. A Torino, nello scontro diretto, hanno dato tutto, sono stati spremuti per l'ennesima volta, le ultime forze sono state lasciate su quel colpo di testa di così tanta speranza napoletana festeggiato forse fin troppo nello spogliatoio e per le vie della città sotto il Vesuvio.

Sarebbe stato meglio conservare energie nervose per lo sprint finale del campionato, ma purtroppo da quelle parti la vittoria manca da troppo tempo, e alcune volte la grande attesa diventa essa stessa motivo di tensione e pressione. Ma questa è un’altra storia!

Fonte: l'autore Mino Deiaco

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