Napoli – Liverpool di Champions League

Storia di una vittoria non annunciata e adesso saliamo sul Carlo dei vincitori!

di Gennaro Marrazzo
Gennaro Marrazzo
(14 articoli pubblicati)
SSC Napoli v Liverpool - UEFA Champions

La serata apparsa dolce al tramonto sembra tramutarsi in clima ostile. Improvvise raffiche di vento scompigliano le folte chiome di tifosi in attesa ai cancelli dello stadio. Sul campo di gioco i calciatori già effettuano il riscaldamenti sotto l’occhio vigile del proprio mentore e quelli interessati dell’avversario di turno.

Arriva il momento dell’inno; tutto è pronto per la storica sfida. Un copione già visto ma ogni volta suscita in chi lo vive forti emozioni, compreso l’ormai celeberrimo urlo della folla napoletana  che canta a squarciagola “The Champions”. Le squadre si studiano, l’una timorosa del blasone e dell'attuale forza , l’altra rispettosa del club che  gioca in casa e capace di straordinari surplace. Il Napoli, grazie allo stratega Ancellotti, è entrato in campo con una formazione che lascia interdetti perfino gli addetti ai lavori. Un quattro, quattro, due che invero funziona sin dai primi minuti in maniera egregia. Chi si aspettava invece un Liverpool dominatore del gioco si deve ricredere.

La difesa rinvigorita da Maksimovic  e guidata dal suo possente condottiero Koulibaly non subisce mortificazioni dal trio meraviglia inglese, anzi in attacco il Polacco azzurro ed il Magnifico Lorenzo cominciano a prendere le misure della porta di Allison. Lo zero a zero del primo tempo carica i napoletani  che entrano difatti nella ripresa con uno spirito battagliero. I tifosi sempre a fianco della squadra cominciano a crederci. Della famosa velocità dei Reds non c’è traccia ed i suoi interpreti  faticano a superare il titanico Allan.

Il sor Carlo decide a questo punto di inserire lo specialista  Mertens che in un amen si ritrova a calciare una palla al volo, che va sbattere contro il palo ed infrangere per il momento i sogni proibiti di un popolo in fermento. Ma il fato benevolo ha deciso di premiare la squadra più audace. Sono proprio i due folletti, Callejon e Insigne, a scambiarsi per l’ennesima volta un magico pallone e che il napoletano spinge in fondo al sacco, con l’aiuto del soffio di quarantamila gole urlanti, proprio al novantesimo.

Lo stadio è in tripudio, la gente canta e si esalta. La squadra è in testa ad un girone che sembra comunque proibitivo, ma ora  gli ottavi appaiono un traguardo incredibilmente raggiungibile a patto che contro i marziani francesi del Paris giochino la palla con la testa e soprattutto con il cuore.

Fonte: l'autore Gennaro Marrazzo

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