Un Napoli confuso cade a Verona

I partenopei, dopo essere passati subito in vantaggio, incassano 3 reti ed una lezione di calcio da Juric

di Christian Tron
Christian Tron
(12 articoli pubblicati)
Mattia Zaccagni

Gli addetti ai lavori e i tifosi azzurri erano ansiosi di assistere ad una reazione rabbiosa da parte del Napoli in seguito alla bruciante sconfitta incassata in Supercoppa per mano della Juventus. L'inizio è molto promettente. Pronti via e gli azzurri si trovano già in vantaggio dopo 9 secondi circa: lancio lungo di Demme, buco difensivo clamoroso di Dimarco e rete di Lozano. Tutto sembra procedere per il meglio: il Verona, squadra solidissima che subisce poche reti, appare stranamente confusa e mal disposta in campo, pronta, suo malgrado, ad interpretare la parte della vittima sacrificale, inerme davanti ad un Napoli che continua ad attaccare e sfiora nuovamente il gol al 20' ed al 26' minuto con Demme: un pizzico di fortuna e la reattività di Silvestri salvano i veneti. Ma ormai chiunque segua le partite del Verona di Ivan Juric è a conoscenza del fatto che questa squadra non si arrende mai. Gli scaligeri riordinano infatti le idee ed iniziano a mostrarsi pericolosi dalle parti di Meret. Al 30' arriva infatti il pareggio firmato Dimarco, che si fa perdonare il grave errore in occasione del vantaggio partenopeo: cross morbido di Faraoni per il numero 3 gialloblù, il quale sfila alle spalle di una distratta difesa azzurra ed insacca indisturbato.

Nel corso della seconda frazione il Napoli cerca di far girare il pallone nella metà campo scaligera senza mai trovare spazi per impensierire i veneti, che appaiono sempre puntuali, precisi e posizionati correttamente. Le intenzioni di Juric sono chiare: non lasciare spazio ai pericolosi attaccanti azzurri e sfruttare ogni errore degli avversari per ripartire velocemente in contropiede; fatto che si verifica al 62' minuto, quando il Napoli perde un pallone velenoso sulla sua trequarti che arriva nei piedi di Zaccagni il quale, con un esterno destro di pregevole fattura che taglia in due la difesa azzurra, serve Barak in area che fredda Meret, siglando la rete del vantaggio. Dopo aver subito il secondo gol il Napoli appare demoralizzato, mentre il Verona, anziché concentrarsi prettamente sulla fase difensiva, va alla costante ricerca del terzo gol, che arriva meritatamente al 79': il tiro di Di Carmine, respinto da Meret, è preda di Lazovic, il quale la rimette in mezzo trovando la testa del solito Zaccagni che segna a porta vuota. La gara di fatto si chiude qui, poiché il Napoli non sembra più in grado di riaprire il match ed appare sconsolato e senza più energie.

Grande impresa del Verona guidata sapientemente dal comandante croato in panchina, che si dimostra ancora una volta un grande allenatore, molto apprezzato dai propri giocatori, i quali gli dimostrano in ogni partita tutta la propria disponibilità. Da segnalare l'ennesima meravigliosa prestazione di Mattia Zaccagni, vero uomo in più di questa squadra, che tra gol e assist l'ha letteralmente trascinata all'ottavo posto in classifica. Gli scaligeri chiudono il girone d'andata con la bellezza di 30 punti, grandissimo risultato considerate le tante difficoltà incontrate durante il percorso per via dei numerosi infortuni e soprattutto dopo aver ceduto la maggior parte dei calciatori simbolo durante il mercato estivo. Il Napoli appare invece "scarico": coloro che si aspettavano una reazione da grande squadra sono rimasti delusi, a dimostrazione del fatto che la sconfitta in Supercoppa non sia stata ancora metabolizzata da Insigne e compagni. Il capitano azzurro, in particolare, è l'emblema di questo momento difficile della squadra, in quanto non è mai riuscito ad accendersi nel corso del match. Ci sarà molto lavoro per mister Gattuso nelle prossime settimane: dovrà infatti risollevare il morale della compagine e trasmetterle quella stessa cattiveria agonistica che ha fatto le fortune della sua straordinaria carriera da giocatore. I partenopei dovranno rialzarsi in fretta, poiché la seconda stagione consecutiva senza Champions League avrebbe un forte sapore di fallimento.

La fonte dell'articolo è l'autore Christian Tron

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