Nainggolan punito dall’Inter, ma Radja è un Ninja non un Samurai

Il centrocampista neroazzurro è al centro del dibattito dopo la punizione impostagli dal club. Ma nella storia del proprio soprannome è racchiusa l'essenza

di Leandro Malatesta
Leandro Malatesta
(120 articoli pubblicati)
FC Internazionale Training Session

Il Giappone con la sua storia millenaria ci ha trasmesso figure che sono entrate nell'immaginario collettivo e di cui anche il calcio si è spesso appropriato.

Qualche anno fa all'Inter vi era il "Samurai" Yuto Nagatomo mentre dalla scorsa estate veste il neroazzurro quel Radja Nainggolan ribattezzato il "Ninja". Come detto spesso il vocabolario sportivo si arricchisce di termini che propriamente non gli appartengono sapendo però renderli propri. Se questo è vero bisognerebbe però altrettanto conoscere e riconoscere il vero significato dei termini.

Accade così nei giorni in cui Nainggolan è ancora al centro di un vero e proprio caso mediatico, con la sospensione agonistica inflittagli dall'Inter per motivi disciplinari legati ai comportamenti del belga il quale già in passato era finito al centro di numerose  critiche per alcuni atteggiamenti non propriamente professionali.

Ma quello che dovremmo chiederci davvero è chi erano i Ninja, per poter così capire in modo approfondito chi è il Ninja interista.

I Ninja erano i guerrieri ritenuti "inferiori" o "indegni" di appartenere alla casta dei Samurai perché nelle loro azioni avevano atteggiamenti non "propriamente regolari" e amavano dedicarsi ad attività quali lo spionaggio, la guerriglia ed in generale svolgevano un ruolo "borderline" nel Giappone feudale. Al contrario dei Samurai che invece rappresentavano il "rango" nobile ed aristocratico della guerra.

Forse allora non dovremmo stupirci o indignarci della condotta dell'ex centrocampista della Roma, il quale scegliendo come "nome di lotta" quello di Ninja ha optato in modo (forse) consapevole di appartenere ad un gruppo sociale di "guerrieri diseredati e controcorrente".

Chiaramente verrà opposto il fatto che Radja è lautamente pagato e pertanto la professionalità dovrebbe essere naturale conseguenza ma perfino su questo unto il Ninja resta fedele alle origini perché anche gli "antenati" guerrieri giapponesi erano pagati per i propri servizi eppure c'è chi decideva lo stesso di servirsene senza metterne in discussione l'importanza del loro ruolo. 

Dato che le parole sono importanti a questo punto il discrimine è proprio quello di capire che Nainggolan è un Ninja fedele alle origini del nome stesso e in tutto ciò si può solo prendere o lasciare.

Bologna FC v FC Internazionale - Serie A
Fonte: l'autore Leandro Malatesta

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