Mondiali: una strana estate italiana

Non è facile per noi italiani, assistere ai Mondiali senza poter tifare per la nostra selezione. In questa estate non ci resta che “gufare”

di Francesca Landini
Francesca Landini
(144 articoli pubblicati)
Mondiale senza Italia

Le notti magiche sono lontane per la nazionale azzurra, rimasta giustamente esclusa dai Mondiali di Russia. Se i calciatori si stanno godendo le vacanze nelle mete più esclusive del pianeta, l’italiano medio non riesce a rinunciare alle partite della Coppa del Mondo. Un richiamo viscerale spinge tutti i calciofili azzurri a seguire, con più o meno trasporto, i match in programma quotidianamente. Smaltita ormai la delusione per l’assenza del nostro team (anche se vedendo molte squadre non all’altezza, il rammarico aumenta), ogni italiano che si rispetti ha preso a cuore le vicende di questa o di quella selezione. Escludendo le storiche “nemiche”, Francia, Germania ed Inghilterra su tutte, molte altre compagini possono attrarre la simpatica ed il sostegno degli appassionati di football locali. Argentina e Brasile da sempre conquistano gli amanti dello sport più seguito al mondo: con il loro calcio, tutto fantasia e corsa, ammaliano i supporter del bel gioco (l’albiceleste, nei primi due match del girone, non ha dimostrato nessuna sua peculiarità ma anzi ha deluso parecchio).

Il football sudamericano da sempre ha un grande seguito nel nostro Paese e molti italiani, sicuramente, staranno patteggiando per le selezioni del Sud America. Cosa dire poi dell’Islanda e del suo pubblico che, già agli europei, è stato apprezzato dall’intero mondo del pallone. O le squadre africane, ricche di potenziali fenomeni che puntano tutto sulla prestanza fisica e sulla dinamicità. Oppure il Portogallo del fenomeno Cristiano Ronaldo, una squadra che riesce a sfruttare al meglio l’enorme potenziale offensivo (capace anche di offuscare le lacune delle altre zone di campo). La scelta è ampia ed assolutamente non scontata. Voi per chi “tifate”? Per i più deboli o per i più forti? Per il calcio bailado od il calcio super concreto? Per lo spettacolo o per il pragmatismo? Per il singolo fuoriclasse o per il collettivo? 

Un’estate difficile quella di noi italiani, “costretti” a guardare altrove per renderci partecipi di un Mondiale che non ci vede protagonisti. In attesa di rivivere le notti magiche, ci limitiamo a gufare (e parecchio!) ed a tifare per dei colori che non ci appartengono e non ci apparterranno mai! 

Fonte: l'autore Francesca Landini

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