Mondiali Under 20: consigli per gli acquisti

La kermesse iridata giovanile si è conclusa da poco e diversi sono i gioielli messi in mostra

di Stefano Boffa
Stefano Boffa
(164 articoli pubblicati)
Ukraine v Italy Semi Final - 2019 FIFA U

Il 15 giugno a Lodz, l'Ucraina, a sorpresa, è salita sul tetto del mondo ed ha soffiato la coppa alla Corea del Sud in finale con un perentorio 3-1 in rimonta. In terza piazza si è classificato l'Ecuador, campione in carica del sub-20 sudamericano, dinanzi alla sorprendente Italia di Nicolato, depauperata dei suoi campioni, ma comunque arrivata fino alla semifinale.

Diversi sono i giocatori che si sono messi in mostra e che hanno attirato l'attenzione dei vari club europei, pronti a fare un investimento importante in ottica futura, sperando di trovare i campioni del domani. A partire dai neo-campioni ucraini, oltre alla saracinesca Lunin (miglior portiere del torneo e già di proprietà del Real Madrid), ci sono diversi giocatori che si sono resi protagonisti di questo inaspettato trionfo: la coppia difensiva Popov-Bondar, molto affiatata e dotata di capacità fisiche e tecniche importanti; l'esterno sinistro di origini georgiane Tsitaishvili, giocatore molto rapido ed estroso; il fantasista con il vizio del gol Buletsa (nominato secondo miglior giocatore del torneo); e, infine, i due bomber Sykan e Supriaha (il primo molto fisico, il secondo tecnico e scattante). Davvero una miniera d'oro la selezione allenata dal machiavellico Petrakov, che ha infranto i sogni degli azzurrini, che si sono visti strozzare in gola l'urlo per il gol del pareggio realizzato da Scamacca annullato al VAR. Tra gli uomini di Nicolato, viste le molte scommesse in campo, si sono fatti notare, oltre ai già noti Pinamonti e Luca Pellegrini, il centrale/terzino Ranieri, i laterali di fascia Tripaldelli e Bellanova (appena acquistato dal Bordeaux), il regista Esposito e, soprattutto, il portierino del Milan Alessandro Plizzari, autentico protagonista del Mondiale dell'Italia con due rigori parati e diverse prodezze salva-risultato. 

Nella Corea del Sud, la differenza l'ha fatta soprattutto il Pallone d'Oro di questa edizione, Lee Kang-In: visione di gioco immensa, tecnica individuale degna di un top player e mentalità carismatica da trascinatore. Il fantasista, classe 2001, è di proprietà del Valencia, che già si sta spellando le mani viste le potenzialità del campioncino. Sempre nella squadra asiatica, non  hanno demeritato il centrale difensivo Lee Ji-Sol, l'esterno d'attacco Cho Young-Wook e il centravanti-torre Oh Se-Hun. Nell'Ecuador campione del Sud America, non è passato inosservato il talento di Gonzalo Plata dello Sporting Lisbona, oltre a coloro che già sono finiti nel giro della nazionale maggiore: Palacios, Campana e Plaza

Tra le squadre non finite in top 4, troviamo altri giocatori di notevole talento: nel Senegal si sono affermati l'esterno col vizio del gol Amadou Sagna e lo sfrontato terzino sinistro classe 2002 Moussa N'Diaye (entrambi giocano in patria), oltre alla stellina del Metz Niane; negli Stati Uniti, si sono fatti notare il fantasista Alex Mendez e i due attaccanti predestinati Timothy Weah (figlio del più noto George) e Sebastian Soto; nella Colombia, troviamo l'estroso esterno destro del Palmeiras Angulo, i già "affermati" Hernandez, Arroyo e Sinisterra  e il ruspante terzino sinistro Brayan Vera (acquistato dal neopromosso Lecce); nella deludente Argentina, grande risalto lo hanno avuto il fantasista Barco, l'esterno d'attacco Alvarez e il centravanti Gaich, con Maroni (vicino alla Sampdoria), Ferreira e Almendra (obiettivo del Napoli) molto richiesti; spazio anche al Mali, dove Koita, Kone e Diakite hanno mostrato doti tecniche e atletiche notevoli; nell'Uruguay, oltre ai già conosciuti Israel, Elizalde e Schiappacasse, troviamo Brian Rodriguez, funambolico esterno del Peñarol. 

Una menzione speciale la meritano anche: il centravanti norvegese figlio d'arte Erling Haland (autore di 9 gol in una sola partita); i portoghesi Trincao, Gedson Fernandes, Vinagre, Dalot e Leao; i francesi Zagadou, Kamara, Cuisance, Diaby e Gouiri; i neozelandesi Singh, Cacace, Mata, Just e Waine; i giapponesi Tagawa e Mitsuki Saito.

Fonte: l'autore Stefano Boffa

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