Milan: una “Pi-Pa” forse non basta, ma aiuta molto

Piatek e Paquetà si sono presentati molto bene, ma è ancora presto per fare paragoni, e per stabilire se grazie a loro il Milan conquisterà il quarto posto.

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(106 articoli pubblicati)
AC Milan v SSC Napoli - Serie A

Quando, come nel caso di Paquetà e Piatek, due nuovi arrivati all'interno di uno spogliatoio sembrano dare il via a un cambio di marcia che potrebbe alimentare nuove ambizioni per la squadra che li ha acquistati, da osservatori si è un po' combattuti se lasciarsi trasportare dall'entusiasmo o predicare prudenza a se stessi e agli altri. Cercando, un po' a fatica per la verità, di non ragionare con la pancia e lasciando sedimentare sul fondo i facili entusiasmi, è comunque oggettivo che i due nuovi acquisti del Milan si siano affacciati al calcio italiano alla grande, con personalità, qualità e concretezza.

Piatek è sbarcato in Serie A la scorsa estate da un volo destinato a Genova, sponda rossoblù, come perfetto sconosciuto. In pochi mesi ha conquistato la testa della classifica cannonieri e scatenato l'interesse dei dirigenti di tutta Europa. Ad un certo punto si vociferava di un interesse dei Blancos di Madrid, a cifre intorno ai sessanta milioni di euro. Non so quanto di vero ci fosse, non tanto sulle voci di un interesse degli spagnoli verso l'attaccante polacco, ma per la somma: difficilmente il Real avrebbe speso tanto per un semi sconosciuto, di solito investono fortemente su giocatori già affermati. Ciò non toglie che Piatek si sia dimostrato negli scorsi mesi, all'interno del campionato forse non più difficile ma certamente quello con le difese più attente, un ottimo realizzatore, ma non solo: partecipa molto al gioco, aiuta in difesa sulle palle ferme, gioca sul filo del fuorigioco come solo i grandi sanno fare, fa molto movimento, defilandosi e aprendo spazi per gli inserimenti dei compagni. Inoltre ha messo in mostra una grande rapidità, sia di movimento che di calcio, fisicità e forza nel gioco aereo. Molti, compreso il sottoscritto, lo aspettavano all'esame di maturità, cioè indossare la maglia di una nobile del calcio, seppur momentaneamente decaduta, come il Milan. Al momento non sembra avvertire difficoltà rispetto al cambio di palcoscenico; esattamente come sanno fare i grandi attaccanti, non ha badato ai colori delle strisce sulla casacca e ha continuato a fare quello che sa fare: gol. Naturalmente i paragoni si stanno già sprecando, ma tenendo fede alla premesse iniziali, non intendo partecipare a questo gioco.

Paquetà invece, che sapeva di essere destinato a vestire rossonero da alcuni mesi, era già conosciuto ai cacciatori di talenti del calcio che conta. Ha scelto Milano, è arrivato senza fare proclami, si è messo a disposizione come sa di dover fare l'ultimo arrivato, giocando non propriamente nella sua posizione di campo preferita, che per inciso nella squadra di Gattuso è una zona attualmente non presidiata, dato che il trequartista non è previsto, e facendo comunque bene. Mi trovo d'accordo con chi dice che questo ragazzo, pur essendosi messo positivamente in mostra , col passare del tempo dovrà far vedere ben altro, se vuole davvero prendere in mano le redini del Milan e della nazionale verde oro. Sbaglia però che vede in lui il nuovo Kakà, sono giocatori completamente diversi. Kakà era fisicamente devastante, veloce di piede e di pensiero, istintivo e con un una buona confidenza con la porta. Paquetà non è un giocatore che può vantare tra le sue qualità il cambio di passo, è un giocatore molto tecnico ma più riflessivo, compassato; nella posizione che occupa attualmente, potrebbe essere in futuro più l'erede di Pirlo, o di Iniesta, o di Xavi, che di Kakà. Comunque le sue prestazioni restano positive, i rossoneri stanno beneficiando del suo rendimento, resta però da verificare quale possa essere la sua reale posizione in campo, quando rientreranno i compagni di reparto, infortunati di lungo corso.

Concludendo, i due nuovi acquisti sembrano aver dato nuovo slancio alle ambizioni Champions del Milan. Credo però che sarà fondamentale, per chiudere il cerchio e trovare finalmente quella continuità che serve per difendere il quarto posto, recuperare gli infortunati.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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