Milan, troppa paura di vincere

Al San Paolo vince il Napoli, ma per un'ora il Milan controlla la partita. Poi un gol di Zielinski mette paura ai rossoneri, che svaniscono dal campo

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(120 articoli pubblicati)
SSC Napoli v AC Milan - Serie A

Un sabato sera amaro, per i tifosi del Milan, come troppe volte lo è stato, negli scontri diretti, negli ultimi anni.Certo, nonostante la sconfitta non si possono ignorare le indicazioni positive, ma queste non cancellano quelle negative. 

Il Milan per un'ora è padrone del campo, non tanto per la spinta propositiva, ma per la gestione della partita. I rossoneri esibiscono un ottimo palleggio, forse mantengono il baricentro un po' basso, ma nonostante questo, e il pressing alto del Napoli, corrono pochissimi rischi, nel primo tempo. Al contempo, faticano a ripartire, perdendo qualche palla banale, con Biglia, in mezzo al campo, proprio in fase di uscita. Da una di queste rare ripartenze, il Milan passa con Bonaventura, con un bel tiro al volo da fuori area, servito da Borini. Il Napoli non trova sbocchi, la manovra è lenta, l'attacco inefficace, anche perché il Milan, col suo palleggio che parte  da Donnarumma, fa girare a vuoto le punte degli azzurri, in pressing. Quasi allo scadere del primo tempo, da una palla vagante, nasce l'unica occasione del Napoli, con un tiro dal limite di Callejon, che termina a lato. 

Il secondo tempo si apre sulla falsariga del primo, il Milan controlla e il Napoli annaspa. Così la squadra di Gattuso, al secondo tiro in porta, raddoppia: Suso serve in area avversaria Calabria (fino a quel momento il peggiore, insieme a Biglia, dei rossoneri), che trafigge Ospina con un diagonale rasoterra. 0-2. Contrariamente al Milan sprecone della scorsa stagione, quello attuale pare efficace e cinico, in fase realizzativa. Nonostante ciò che si vuole far credere nei commenti post partita, trasformare in gol le poche occasioni che si creano, è un grande pregio, non un difetto. 

Il campo sembra di proprietà dei rossoneri, ma in pochi minuti, inaspettatamente, per quanto visto fino ad allora, la partita cambia. Il Milan perde palla sulla propria tre quarti campo, il pallone arriva a Zielinsky, che dalla mezzaluna fa partire un tiro rasoterra, su cui Donnarumma non può nulla.

Il Napoli torna in partita, ed è normale che l'abbrivio psicologico sia favorevole agli azzurri, ma il diavolo perde completamente la trebisonda. Anziché proseguire col palleggio, cercando di addormentare la partita, e spegnere le rinate velleità dei partenopei, i rossoneri si abbandonano alla confusione mentale, e alla paura, cosicché gli azzurri cominciano a creare occasioni su occasioni. Sugli sviluppi di un calcio d'angolo, dalla medesima posizione da cui ha realizzato il primo gol, Zielinski scaglia in rete il pareggio. Gattuso tenta di riprendere la redini della partita, inserendo Bakayoko e Laxalt, al posto di Biglia e Borini, ma oramai gli argini sono caduti, l'acqua entra da tutte le parti, le falle oltreché mentali, ora sono anche tattiche. Si intuisce che il vantaggio del Napoli, è solo questione di tempo. Ed infatti a dieci minuti dal termine, Mertens deve solo spingere in rete un cross dal fondo. La rimonta è compiuta. 

Nel Milan entra anche Cutrone, che libera un po' di spazio per Higuain, che riesce a creare anche un paio di occasioni potenzialmente pericolose, ma che non sfociano in tiri in porta. La partita termina, il Napoli vince 3-2.

Il Napoli si dimostra una squadra sempre forte, due partite vinte in rimonta non sono un caso. Il Milan però butta una occasione per portare via punti da Napoli, ed era possibile farlo, se avesse continuato a giocare la propria partita. Come una provinciale che vince sul campo della favorita, si spaventa e va nel pallone, quando gli avversari accorciano le distanze, e non riesce più a riprendere il filo del gioco. La squadra è giovane, e il processo di maturazione, soprattutto mentale, è ancora in corso, però sarebbe ora di vedere qualche progresso, da questo punto di vista.  Prendere 3 gol in meno di mezz'ora, anche se contro il Napoli, è comunque troppo. E' un peccato buttare via le ottime impressioni tecniche e tattiche, a causa della disabitudine a vincere.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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