Milan, tragedia greca: 3 a 1 contro l’Olympiacos

Il Milan gioca  male e perde ancora peggio. La fortuna e l'arbitro non sono dalla parte dei rossoneri, ma la crisi tecnica e caratteriale ormai è evidente

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(102 articoli pubblicati)
Cagliari v AC Milan - Serie A

La partita contro L' Olympiacos è emblematica della situazione attuale del Milan. Perché se da un lato è vero che la fortuna non aiuta gli uomini di Gattuso, che vanno svariate volte vicino al bersaglio , dopo il gol del vantaggio dei greci, subiscono la seconda rete a causa di una sfortunatissima deviazione di Zapata, e la terza dal dischetto, grazie a un rigore gentilmente offerto dall'arbitro, dall'altro nessuno di questi eventi può essere considerato un alibi per l'eliminazione dall'Europa League.

Messe in conto anche le difficoltà dovute ai numerosi infortuni occorsi nelle scorse settimane, sono davvero finite le attenuanti. I rossoneri continuano a sbagliare le partite in cui non è concesso sbagliare, anche e soprattutto quando l'avversario, come in questo caso, era ampiamente allo loro portata. 

Subire tre gol contro l'Olympiacos è inconcepibile per una squadra che mira ad arrivare nelle prime quattro della Serie A, anche se gli episodi sono sfavorevoli. Questo Milan, da anni ormai, a parte brevi illusorie parentesi, imbarca gol come il Titanic imbarcava acqua, e per aggiungere beffa ad un serata già di per sé beffarda, esce dalla coppa proprio a causa della differenza reti. Ma non è tutto: come ormai è evidente, Gattuso non riesce a trasmettere ai suoi giocatori il carattere che l'ha contraddistinto, quando l'onore del Milan lo difendeva (con successo) dal campo. Non si riesce a capire se quello che attanaglia la squadra sia la paura di un nuovo, ennesimo fallimento, divenendo così da timore a profezia che si autoavvera, oppure se questi giocatori siano completamente, ancorché inspiegabilmente, demotivati.

Inoltre lo spogliatoio, ma più in generale l'ambiente milanista, sembra avere un effetto negativo, al limite del traumatico, su giocatori che fino a prova contraria sono stati una garanzia, in passato, in tutte le squadre di cui hanno difeso i colori:  indimenticabile, in senso negativo, lo spaurito e indeciso Bonucci, che con lo sguardo perso scendeva in campo con la maglia rossonera, così come quest'anno, dopo un discreto inizio, inconcludente e  nervosissimo appare Higuain. Sembra un leone in gabbia, uno che si è cacciato da solo in guaio da cui non vede l'ora di uscire.

Io credo che in via Aldo Rossi debbano fare da subito serie riflessioni, perché ci si avvia a breve a doppiare la boa di metà stagione, e le uscite dallo stadio con la bocca amara sono state già troppe, per i palati fini dei tifosi del Milan. Se un cambio di allenatore al momento non sembra una ipotesi concreta, bisogna però capire se nella prossima stagione si voglia continuare con Gattuso, e non si può aspettare di vedere se la qualificazione alla Champions League verrà raggiunta. Rino è intellettualmente molto onesto, sa che ci si aspetta di più da lui e dalla squadra, e certamente il lavoro atletico a Milanello è una parte importante del suo lavoro. Però sembra troppo inesperto nel leggere la partita, ancora non orientato verso un modulo che possa diventare una base di partenza salda, per costruire una idea di gioco. E come dicevamo in precedenza, forse attualmente non in grado di arrivare alla pancia dei suoi, per spronarli a dare il massimo, possibilmente anche più del massimo. 

Una squadra giovane, affidata a un allenatore ancora inesperto, forse è un lusso che il Milan non si può concedere. Gazidis, Maldini e Leonardo, riflettano bene sulla direzione da prendere per il futuro, perché da troppo tempo ormai il Milan sembra viaggiare senza bussola.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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