Milan – Torino: nel nome di Gigi Radice.

Due giorni dopo la sua scomparsa Milan e Torino si sfideranno a San Siro ricordando la memoria di un grande del nostro calcio.

di Federico Ruggeri
Federico Ruggeri
(11 articoli pubblicati)
Gigi Radice

07/12/2018, all'età di 83 anni si spegne Gigi Radice simbolo del Milan e del Toro. 

Nasce a Cesano Maderno nel 1935 e nel 1955 esordisce con la maglia del Milan. Dopo i primi quattro anni decide di andare a giocare alla Triestina prima ed al Padova poi. Torna rossonero nel 1961 chiudendo la carriera con la squadra milanese. Nella sua carriera da calciatore vincerà 3 campionati con il Milan e, soprattutto, diventerà campione d'Europa nel 1963 regalando la prima coppa europea ad una squadra italiana. E' proprio a Milano che conoscerà l'amico Giovanni Trapattoni. Il futuro allenatore della Juventus e della nazionale era un ragazzino quando arrivò al Milan, abitava poco distante dal paese di Gigi Radice che fin da subito lo mise sotto la sua ala protettiva accompagnandolo a casa dopo gli allenamenti, i due strinsero un bellissimo rapporto che durerà negli anni ( bello il messaggio di Trapattoni che su twitter scrive: " addio amico mio").

La sua carriera da allenatore inizia con l'avventura sulla panchina del Monza ( che sarà anche la sua ultima squadra nonché il luogo dove passerà i suoi ultimi anni di vita) dopo alcune esperienze positive arriva, nel 1975, al Torino. Qui scriverà la Storia vincendo lo storico scudetto del 1976, l'unico conquistato dopo la tragedia di Superga dai Granata. Grazie a lui nascerà una delle coppie più belle del calcio italiano Pulici e Graziani che rimarranno nei cuori degli appassionati per la loro abnegazione e le loro qualità umane ancor prima che tecniche. Tornerà a Torino nel '84 ma non ripeterà più la storica impresa. smetterà di allenare nel 1997 esattamente 31 anni dopo la sua prima panchina.

Radice è stato un uomo vero, amato, senza colori. Si dice che la Storia del toro è la continua ricerca di attimi di felicità, tifare Toro non è facile ma sono convinto che quell'attesa interrotta da quella magnifica squadra guidata da un incredibile condottiero sia valsa tutte le sofferenze che il popolo granata ha dovuto subire negli anni. 

Che la terra ti sia lieve "vecchio cuore granata".

Fonte: l'autore Federico Ruggeri

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