Milan, per vera grandezza ci vorrà tempo

I rossoneri devono resistere alla tentazione di infiammare la piazza inutilmente, le parole d'ordine devono essere praticità ed efficienza.

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(30 articoli pubblicati)
AC Milan v CSU Craiova - UEFA Europa Lea

Sarebbe troppo facile, ora che il temporale sembra allontanarsi, cedere alla tentazione di tornare ad annoverare il Milan tra le grandi del prossimo campionato. Le sirene sono tornate a cantare, e farsi coinvolgere di nuovo in piani strampalati (vedi Mr Li), è davvero un attimo, se ci si fa prendere dall’euforia. La base è buona, non eccelsa ma buona. Attualmente resta la società con l’età media più giovane, e se è vero che questo potrebbe non voler dire niente, perché su una rosa di 25 si possono avere svariati giocatori under 20 che non giocano, invece i rossoneri hanno giocatori giovani che scendono regolarmente in campo.

Qualcuno, come ad esempio Cutrone, ha davvero ottime prospettive davanti a séPoi c'è Conti, che a causa di un infortunio ha saltato un intero anno. Anche Donnarumma, che viene da una stagione indubbiamente poco felice, ha tutte le carte in regola per diventare uno dei migliori al mondo, se smette di pensare ai contratti e si dedica solo a giocare. A questa buona base, va aggiunto un allenatore, Gattuso, forse un po’ in esperto, ma che ha dimostrato nella seconda parte della scorsa stagione di avere presa sul gruppo, di essere in sintonia con lo spogliatoio, e con l’ambiente.

E’ stato saggio resistere alla sirena che cantava il nome di Antonio Conte, perché sì, poteva esser facile affidargli la panchina di una squadra che cerca di risalire la china (tra l’altro sarebbe stato il medesimo lavoro che ha svolto alla Juventus), ma decidere di conservare ciò che funziona, è il modo migliore per costruire una squadra, in futuro, vincente. Ora, stabilito che ci sono fondamenta solide, bisogna costruire il resto dell’edificio. Non si può trattenere chi vuole andare via, anche se davvero mi sfugge il motivo per cui Bonucci, dopo aver scelto il Milan solo un anno fa, lo rinneghi ora, per tornare dove non sono più così sicuro che lo vogliano; oppure per andare a Parigi, dove spendono ogni anno centinaia di milioni di euro per ritrovarsi con in mano la Ligue 1, e poco altro. Comunque, chi vuol essere ceduto, venga accontentato, un sacrificio comunque il mercato lo prendeva. Finita anche questa fase, è il turno del mercato in entrata.

A casa Milan c’è bisogno come l’aria di un attaccante da minimo venti gol a stagione, e questa volta non si può scommettere; niente altri Kalinic, tanto meno Andrè Silva. Deve essere una garanzia, uno che possibilmente già conosca il campionato italiano, Higuain sarebbe decisamente il massimo, ma anche Belotti o Immobile secondo me sarebbero ottime scelte, insieme a Morata che viene da un paio di stagioni poco felici, ma che nel nostro campionato ha fatto benissimo. Provenienti dall’estero si potrebbero considerare Benzema, Cavani, oppure Lukaku, che già Fassone un anno fa provò a portare a Milano.

Messo questo importantissimo tassello del puzzle a posto, bisognerà cercare un centrale di difesa, se davvero partirà Bonucci, e andrà aggiustato anche il centrocampo, visto che Locatelli è in partenza; Biglia viene da una stagione non troppo brillante (anche se la seconda parte di stagione è stata migliore della prima) e serve soprattutto un sostituto per Kessie, perché nessuno della rosa attuale del Milan ha le caratteristiche dell’ivoriano.

Pochi acquisti, ma mirati, una cessione importante, il taglio di qualche ramo secco, tipo Gomez , Musacchio o Antonelli, che possono essere sostituti da qualche bravo giovane, e il Milan, con po’ di fortuna, potrebbe anche lottare per il quarto posto. Questo deve essere l’obbiettivo, senza costruire castelli di carta. Praticità deve essere la parola d’ordine.

E’ inutile pensare di giocare alla pari con Juventus, Roma, Inter e Napoli, loro sono più forti, in teoria non c’ è gara. Ma il calcio non è la matematica, Il Milan dovrà cercare di stare agganciato al treno delle migliori il più possibile, ed eventualmente approfittare di qualche passo falso, o di un calo di rendimento delle immediate rivali. Per la vera grandezza, ci sarà tempo.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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