Milan, il teatro dell’assurdo tra Montagnani e Dario Fo

Verona-Milan ha dimostrato quanto, di questi tempi, i rossoneri sappiano regalare prestazioni contrastanti. Da una partita all'altra

di Valerio Lauri
Valerio Lauri
(7 articoli pubblicati)
Hellas Verona FC v AC Milan - Serie A

Prendete il teatro dell'assurdo. Immaginate di scegliere, come attori, Renzo Montagnani e Dario Fo. Inseriteli nell'opera teatrale e mescolate bene il tutto. Una volta fatto, assicuratevi che la platea sia di spalle al proscenio, costretta a guardare l'intera rappresentazione in uno specchio. Se pensate che tutto ciò non abbia senso, evidentemente non state assistendo alla stagione calcistica del Milan

Se il Milan sta provando a dirci qualcosa, noi non siamo abbastanza per comprenderlo. La sconfitta tonante, con cui il Verona ha superbamente rilanciato le sue chances salvezza, è solo l'ultimo atto in ordine di tempo. Al Bentegodi, nulla ha funzionato secondo i piani, esattamente al contrario di quanto visto in Coppa Italia. Certo, mercoledì Pecchia s'era ben guardato dallo schierare i titolari nell'impegno infrasettimanale, probabilmente conscio di non avere mezzi bastevoli da opporre a Gattuso. Ringhio, invece, ha confidato nell'entusiasmo del gruppo, che invece di cavalcare l'onda positiva, ha preferito anticipare i trenini di Capodanno. Fregandosene altamente di difendere l'onore natalizio del panettone dell'allenatore calabrese, dandola vinta al pandoro veronese dell'ex secondo di Benitez.

Aspettando Suso(t). Ormai il Milan pende dal suo sinistro. Lo spagnolo si attiva a fasi alterne, come una qualsiasi disposizione antitraffico meneghina. Devastante in Coppa Italia, a tratti indolente ed espulso ieri. Due anime in conflitto nello stesso professionista. Un po' come Montagnani, capace di essere ricordato per le grasse risate nella commedia sexy all'italiana, ma vessato da terribili problemi nella vita privata. Quando prende palla, tutti si aspettano che faccia il bello e il cattivo tempo. Salvo poi decidere di eclissarsi dietro la nuvola tignosa di Caceres, come un comunissimo sole dicembrino. Inaridire Suso, al momento, significa spegnere la luce di Casa Milan, oscurando tutti i trofei che la storia ha consegnato ai rossoneri. 

Mistero buffo. Kalinic è il Dario Fo rossonero. Parla una lingua incomprensibile al resto della squadra, peraltro è perennemente in ritardo sulle battute. La maglia numero 7 sembra non calzargli a pennello, o quanto meno non riesce a dargli lustro con giocate efficaci. L'intera rosa non sta rendendo secondo le aspettative, anzi. Un'epidemia di appiattimento collettivo sta sterminando le ambizioni del progetto di Fassone e Mirabelli. Risuona, come un'eco lontana, l'ottimismo che trapelava dai primi proclami. Sembra passata un'era geologica, dall'acquisto di Bonucci, accolto tra scarsi equilibri di giudizio. Come ne "Il rinoceronte" di Ionesco, prima Montella e poi Gattuso vedono smaterializzarsi la consistenza umana della rosa. 

Il Verona mette il resto. Lo fa col favore del destino ad accompagnare l'opera. Passa in vantaggio con un colpo di testa di Caracciolo che bussa alle spalle di Donnarumma, prima di invadere la linea di porta. Salva sull'occasionissima di Suso e Kessiè con un miracoloso Nicolas e la scivolata disperata di Hertaux. Raddoppia in contropiede con un'azione orchestrata dagli uomini venuti dalla panchina Bessa e Kean. Poi chiude i giochi, ancora con Bessa. Entrambi erano subentrati nella prima frazione come panacea agli infortuni dei titolari Valoti e Cerci. Cuore e polmoni. 

Quelli che, in questo momento, mancano al Milan. I rossoneri non sanno reagire alle difficoltà, lo dice la statistica. Quando la partita si mette male e la squadra va in svantaggio, come accaduto appunto con Samp, Lazio, Roma, Inter, Juve, Napoli e Verona, la sconfitta è praticamente matematica. Segno di mancanza di resistenza all'urto, segno di mancanza di personalità, segno di fragilità psicologica, che va ad aggiungersi ad una condizione fisica tutt'altro che esaltante. La strada maestra che Gattuso deve percorrere per guarire il Milan passa anche da qui. Quella alternativa potrebbe tramutare una situazione già tragicomica, in una addirittura drammatica. 

Hellas Verona FC v AC Milan - Serie A
Fonte: l'autore Valerio Lauri

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