Milan, il salto di qualità si fa ancora attendere

Solo un pareggio per il Milan contro il Torino, i rossoneri così non riescono ad approfittare dei passi falsi di Inter, Roma e Lazio.

di Giuseppe Di girolamo
Giuseppe Di girolamo
(86 articoli pubblicati)
Torino FC v AC Milan - Serie A

Lo abbiamo già detto svariate volte, nell'arco degli ultimi dodici mesi, al Milan manca il cambio di marcia, il salto di qualità. Purtroppo, anche questa volta, ci troviamo a fare il resoconto di quello che avrebbe potuto essere, e non è stato. In un turno di campionato in cui le romane pareggiano, e l'Inter perde contro la Juventus, una vittoria dei rossoneri contro il Torino avrebbe permesso loro di stare nella scia dei cugini nerazzurri, a solo un punto di distacco, distanziare di ben sette punti la Roma, e mettere a segno una palla break nei confronti della Lazio, avvantaggiandosi di tre punti.

Intendiamoci, la squadra di Gattuso è largamente rimaneggiata, Higuain rientrava dopo le due giornate di squalifica in precaria forma, e con troppa voglia di rivalsa. Inoltre, ormai da alcune partite l'allenatore del Milan rimasto senza difensori centrali, è stato costretto ad adattare Abate, che tra l'altro si sta comportando molto bene in quel ruolo. Per non parlare del fatto che in panchina non gli sono rimasti che Castillejo e Laxalt da poter far subentrare,  e questo spiega perché negli ultimi incontri i cambi a partita in corso siano stati praticamente assenti.

Alla luce di queste attenuanti, e classifica alla mano, il Milan sta facendo indubbiamente il suo dovere per raggiungere l'obbiettivo quarto posto, che aprirebbe le porte della Champions League, e cambierebbe completamente l'orizzonte futuro dei rossoneri, a partire dal mercato. Però l'occasione era golosa, conseguire i tre punti contro il Torino avrebbe permesso di rendere la classifica davvero lusinghiera, e avrebbe probabilmente avuto un effetto "doping emotivo", perché si sa, le vittorie portano ad altre vittorie. Per questo è poco comprensibile l'atteggiamento del Milan, privo di mordente, disordinato e compassato, che per più di un'ora si fa imbrigliare da un ottimo Torino, avversario ostico ma non insuperabile, per una squadra che ha come obbiettivo la qualificazione alla Champions. Anzi, a dirla tutta, nel corso della prima frazione due importanti parate di Donnarumma, e la mira imperfetta di Belotti salvano i rossoneri dalla capitolazione. Nel secondo tempo l'ingresso di Castillejo al posto di un Calhanoglu trasparente, e la sopravvenuta stanchezza dei granata che avevano certamente speso di più, permettono finalmente al MIlan di salire in cattera, cosicchè le azioni gol fioccano, ma il pareggio alla fine è giusto.

Un punto che permette al Milan di consolidarsi al quarto posto in solitudine, ma sugli spalti c'è delusione, ci si aspettava che la squadra si dimostrasse matura, che potesse finalmente vincere le partite che possono cambiare completamente la stagione e moltiplicare le energie nervose. A scuola direbbero dell'alunno Milan " Potrebbe fare di più, è capace ma non si applica". Dopo un anno di gestione Gattuso, la sua squadra ha dimostrato compattezza, quando è stata al completo anche bel gioco, almeno a sprazzi, ma continua a fare il minimo indispensabile per conseguire gli obbiettivi prefissati; tutti, tifosi e addetti ai lavori, stanno aspettando sempre più impazientemente quel qualcosa in più che il Milan deve avere e deve dare, per tornare a salire i gradini della scala che porta al successo.

Fonte: l'autore Giuseppe Di girolamo

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